Dougga, l’antica Thugga romana

Considerata la città antica meglio conservata di tutto il nord Africa, l’antica Thugga romana, oggi Dougga, è uno dei luoghi più affascinanti della Tunisia. Thugga conserva ancora oggi numerosi resti di monumenti di epoca punica, numide e romana, rendendola uno dei più importanti siti archeologici dell’UNESCO.

L’eccezionale stato di conservazione di alcuni suoi monumenti, rivelano profondamente la tipica struttura delle cittadine romane del Nordafrica. Anche se l’etimologia del toponimo è incerta, sembra certo che esso sia di origine berbera anche se l’impianto della città è merito di Cartagine (V secolo a.C.) che la mantenne fino a quando, dopo la sua caduta della battaglia di Zama nel 202 a.C. (seconda guerra punica), venne acquisita da Massinissa. A seguito della capitolazione di Giugurta, o – come affermano molti – più probabilmente dopo la vittoria di Tapso ad opera di Gaio Giulio Cesare, divenne proprietà di Roma per diversi secoli. Fu inoltre sede di un presidio legionario in età augustea, fino a quando la legio III Augusta fu inviata ad Ammaedara (oggi Haidra).

Dougga accoglie un importante monumento della cultura numidica: una tomba monumentale che Micipsa fece innalzare in onore del padre, Massinissa, nel 138 a.C. Questo mausoleo include, tra l’altro, una lunga iscrizione bilingue, in punico e numidico, che si è rivelata determinante sia per l’interpretazione dell’antico alfabeto libico, sia per lo studio dell’organizzazione politica delle città numidiche del passato. La città si sviluppò in un modo interessante dal punto di vista urbanistico: una disposizione a terrazze articolava i quartieri, con le abitazioni private più importanti (spesso fabbricate a due piani, con entrate autonome sui diversi livelli) e gli edifici pubblici disposti sulle terrazze centrali.

Il monumento più noto all’interno del sito è senza dubbio il Capitolium o tempio capitolino, eretto al tempo dell’imperatore romano Marco Aurelio nel 166-167 d.C., monumento imponente, dedicato alla Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva). La struttura, un tempio prostilo (con colonne solo sulla fronte) tetrastilo (facciata a quattro colonne), con fusti scanalati sormontati da capitelli corinzi, è particolarmente ben preservata, sormontata da un frontone che comprendeva un bassorilievo raffigurante la divinizzazione dell’imperatore Antonino Pio, portato in cielo da un’aquila. I muri della cella vennero innalzati secondo la tecnica dell’opus africanum, caratterizzata dall’impiego di grossi pilastri in pietra intervallati, i cui interstizi sono colmati con pietre di minori dimensioni. Altri edifici di rilievo, oggi parzialmente conservati, erano presenti in città: alcuni templi dedicati a diverse divinità, come i resti del tempio di Saturno e le colonne del tempio di Giunone Celeste; il foro di Commodo nei pressi del Capitolium, il mercato, le terme, l’arco dedicato ad Alessandro Severo ed il bellissimo teatro, la cui cavea sfruttava appieno la pendenza della collina.

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