Archi e monumenti celebrativi

La costruzione di archi e monumenti celebrativi lungo le strade delle città romane, in onore dei generali, risale al periodo repubblicano. Talvolta, le porte urbane potevano rivestire tale ruolo, arricchite da iscrizioni dedicatorie, sculture in rilievo ed elementi decorativi.

Gli imponenti archi di trionfo erano eretti nelle città per far da cornice ed onorare l’ingresso dell’imperatore o generale vittorioso (arco trionfale) oppure allo scopo di ringraziamento per importanti opere pubbliche realizzate per la collettività (arco onorario). Sin dall’inizio della storia di Roma, fino alla fine del I secolo a.C., venivano utilizzate strutture a carattere temporaneo, riccamente decorate, erette per celebrare i trionfi dei generali. In età augustea si inaugurò una tipologia imponente dell’arco di trionfo. La sua grande stazza e il suo apparente isolamento nel contesto urbano gli conferivano un valore monumentale che serviva a dare anche una funzione di decoro e, allo stesso tempo, permetteva di rappresentare il potere dell’Impero in Italia e nelle province. L’arco era spesso arricchito con rilievi in marmo o in bronzo che illustravano le imprese belliche.

Archi e monumentiOriginariamente semplici e ad una sola fòrnice, vennero via via concepiti con fòrnici laterali e rilievi decorativi, soprattutto in età tardo-imperiale si arricchirono. Sulla parte superiore (attico) erano solitamente poste statue e quadrighe guidate dall’imperatore. Tra il primo e il secondo secolo d.C., soprattutto in età traianea, l’arco perse il suo ruolo celebrativo del potere politico-militare, richiamando con più attenzione i programmi urbanistici e le grandi opere territoriali. Secondo questa prospettiva, possiamo menzionare l’Arco di Traiano ad Ancona, probabilmente eretto da Apollodoro di Damasco per celebrare le opere di riassetto volute dall’imperatore nell’importante porto della città.

Oltre agli archi celebrativi venivano erette le colonne onorarie, innalzate nel foro o in luoghi di importanza simbolica allo scopo di celebrare un trionfo bellico. Esse sono interamente rivestite da rilievi scolpiti con scene che raccontavano le gesta militari. Secondo Plinio, questa pratica era in voga già nel terzo secolo a.C., al tempo delle prime conquiste di Roma. Le imponenti colonne di Traiano e di Marco Aurelio a Roma, sono un esempio del grande livello artistico e propagandistico che la civiltà romana raggiunse nella sua storia.

Nella città di Roma, sono pervenuti sino a noi 3 archi di trionfo: l’arco di Settimio Severo, dedicato nel 202-203 dal senato all’imperatore e ai suoi due figli, Caracalla e Geta per celebrare la vittoria sui Parti, conseguita grazie a due campagne militari concluse rispettivamente nel 195 e nel 197-198; L’arco di Tito, eretto a memoria della guerra giudaica combattuta da Tito in Galilea e il particolare Arco di Costantino, dedicato dal senato per commemorare la vittoria di Costantino I contro Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio (28 ottobre del 312), inaugurato ufficialmente il 25 luglio del 315 e costituito da decorazioni appartenenti a monumenti precedenti, dedicati ad altri imperatori.

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