Il Circo Massimo

circo-massimo (2)Il Circus Maximus (Circo Massimo), considerata la più grande struttura per spettacoli costruita dall’uomo, era il luogo dedicato alle corse dei cavalli, situato tra il Palatino e l’Aventino a Roma. Le corse dei carri si svolgevano con dodici quadrighe (cocchi a quattro cavalli) che partivano dai 12 carceres sul lato corto rettilineo verso il Tevere e compivano sette giri intorno alla spina centrale tra le due mete. Le prime tracce di costruzione, per lo più impianti in legno, risalgono al VI secolo a.C, all’epoca del Re Tarquinio Prisco. A partire dal II secolo a.C. e in particolare in epoca cesariana, l’impianto vide le sue prime strutture in muratura con la costruzione dei sedili per favorirne la capienza. Le straordinarie dimensioni della struttura (621 x 118 m) consentivano un afflusso di oltre 250.000 spettatori. Secondo la leggenda, nella valle sarebbe avvenuto il mitico episodio del ratto delle Sabine, in occasione dei giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus.

rome-piazza_del_popoloL’imperatore Augusto decorò la spina centrale del Circo Massimo con un obelisco fatto portare direttamente dall’Egitto, risalente all’epoca del faraone Ramses II. L’Obelisco Flaminio oggi si trova in Piazza del Popolo, dove fu trasportato per volere di Papa Sisto V nel XVI secolo. Nella metà del IV secolo d.C. fu aggiunto un’altro obelisco egizio su ordine dell’imperatore Costanzo II, monumento che oggi possiamo ammirare di fronte a San Giovanni in Laterano. A questi si univano decorazioni con tempietti ed edicole, con sette uova e sette delfini da cui sgorgava l’acqua, utilizzati come contagiri.

In epoca romana, gli incendi erano un problema costante, e il Circo subì spesso danni a causa di questa calamità. Molti imperatori ordinarono considerevoli restauri, da Tiberio a Nerone, finché Traiano diede al Circo la forma definitiva, completando la ricostruzione iniziata già sotto Domiziano. Negli anni successivi si ricordano restauri sotto Antonino Pio e Caracalla.

Circo-Massimo (1)Oggi, nella zona del Circo in corso di scavo, sono visibili le tracce dei tre ordini di arcate della facciata esterna e i resti dei passaggi e delle scale per raggiungere i vari ambienti interni ed esterni, che in epoca romana, ospitavano anche botteghe aperte verso l’esterno. Da una di esse, secondo i più accreditati studi, sembra sia scaturito l’incendio che devastò Roma nel 64 d.C. Sul lato sud si trova attualmente una torretta medioevale detta “della Moletta” appartenuta alla nobile e potente famiglia romana dei Frangipane, ritenuta di antichissima origine. I due lunghi bracci rettilinei delle gradinate si unificavano nell’emiciclo al cui centro c’era l’arco in onore dell’imperatore Tito. Il Circo Massimo rimase in efficienza fino alle ultime gare organizzate nel VI secolo dal re ostrogoto Totila. In epoche successive, l’area ormai in disuso divenne una zona agricola, mentre nell’emiciclo si stabilì la diaconia di S. Lucia in Settizodio. Nel 1122 venne condotto a Roma l’acquedotto dell’acqua Mariana che percorreva il circo prima di sfociare nel Tevere.


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