Il V secolo e la caduta

1280px-John_William_Waterhouse_-_The_Favorites_of_the_Emperor_Honorius_-_1883Alla morte dell’imperatore Teodosio, nel 395, l’impero venne affidato e diviso tra i suoi due figli: a Onorio furono assegnati i territori occidentali, mentre ad Arcadio quelli orientali. Tuttavia, ancora giovani e inesperti, furono affidati all’ala protettrice del generale Stilicone che de facto governò la parte occidentale dell’impero fino al suo assassinio. I Goti, tenuti sotto controllo tramite concessioni di territori e merci, intensificarono le loro rivendicazioni, decidendo così di penetrare in Italia capeggiati da Alarico; Stilicone, nonostante li avesse più volte sconfitti, non riuscì mai ad annientarli del tutto. Forse proprio per questo, la sua azione generò sospetti e fu definita ambigua, elementi che probabilmente contribuirono alla sua condanna a morte nel 408. Altre invasioni spingevano in Gallia e Spagna: Svevi, Alamanni e Vandali. La classe dirigente, trasferita la capitale a Ravenna e fatto uccidere Stilicone, cercò di affrontare i danni delle invasioni.

gallaplacidiavalentinianoIII800px-Visigoths_sack_RomeNel 410 avvenne il noto Sacco di Roma ad opera di Alarico; il suo successore, Ataulfo, fondò nelle Gallie il primo Regno barbarico. L’imperatore Onorio, figlio di Teodosio, rimasto infine signore incontrastato d’Occidente, morì per problemi polmonari a Ravenna, il 15 agosto 423, all’età di trentotto anni e dopo ventotto anni di regno. Teodosio II non decise subito per la successione. Nel frattempo Castino, ottenne dal Senato romano la proclamazione del decano dei funzionari civili Giovanni Primicerio. Egli cercò il riconoscimento della corte d’oriente, ma si risolse in un fallimento quando Teodosio, dietro pressione della zia Galla Placidia, decise di porre Valentiniano sul trono d’Occidente.

cadutaimperoromanoI dissidi interni tra i tre generali più importanti dell’Impero nel periodo 423-434, Bonifacio, Felice ed Ezio, per ottenere il comando supremo dell’esercito, agevolarono l’inesorabile sfaldamento della situazione, portando un enorme vantaggio i gruppi barbari.
Nel frattempo, i Vandali di Genserico conquistavano Cartagine, impadronendosi della provincia d’Africa (429). Nel 430 l’Impero d’Occidente comprendeva l’Italia, parti della Gallia e alcuni avamposti nella zona balcanica.
Il magister militum Ezio decise di impiegare gli Unni come mercenari per le campagne in Gallia, cedendo in cambio del loro appoggio, parte della Pannonia; grazie al sostegno degli Unni, Ezio riuscì a vincere nel 436 i Burgundi, massacrati dall’esercito romano-unno di Ezio.

Leoattila-RaphaelAlla metà del V secolo gli Unni, popolazione asiatica dall’enorme esercito guidata da Attila, invasero l’Europa saccheggiando molte città orientali. Il generale romano Ezio, in alleanza con i Visigoti, li affronta sconfiggendoli ai Campi Catalaunici, nella Francia del nord (451). Attila tornò in Italia l’anno successivo, facendo razzie in Veneto, quando avvenne il celebre episodio dell’incontro con Papa Leone I, per contrattare la pace.

unniromaniIl nemico più forte degli Unni si rivelò la Peste, che li colpì falcidiandoli, costringendoli cosi a ritirarsi. Attila morì nel 453 in Pannonia, zona che era stata oggetto di trattativa anni prima (a danno dei romani). La dissoluzione dell’esercito unno, tuttavia, non attenuò la disgregazione e le disperate condizioni in cui versava l’impero. Morto Valentiniano III (455) i Vandali invasero Roma saccheggiandola. Si susseguirono altri imperatori fantoccio controllati dagli invasori barbari. periodo culminato con la proclamazione da parte del patrizio Oreste del piccolo Romolo Augustolo, il figlio. Dopo pochi mesi di governo, fu deposto da Odoacre, capo dell’esercito barbaro che di fatto si trovò a governare l’Italia.

Questo evento segna, nel grande racconto della Storia, la fine ufficiale dell’Impero romano d’Occidente. Essa rappresentò la fine del potere romano del mare nostrum perdendo l’antica patria. La parte orientale, con Costantinopoli capitale, sopravviverà per altri mille anni, continuando fino all’ultimo a definirsi romana, cadendo definitivamente nel 1453 sotto l’assedio ottomano.

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