Olimpia, la culla dei giochi olimpici

La dea Atena, in questa giornata così afosa, ha deciso di sorseggiare con i suoi ascoltatori un caffè e di discorrere sulla nascita dei giochi olimpici che, come ben saprete, è avvenuta nella grande e splendida Grecia!

Tutto iniziò nel 776 a.C. nella piccola polis di Olimpia; all’inizio erano soltanto una manifestazione locale che prevedeva solo una gara ovvero la corsa. Proprio così! La splendida manifestazione sportiva, che oggi impegna i paesi di tutto il mondo e che viene aperta e chiusa da una sontuosa cerimonia, come tutte le grandi cose all’inizio era solo una semplice gara di corsa che con il tempo ha coinvolto anche altre poleis e si è ingrandita progressivamente. Il numero dei tipi di competizione aumentarono e presto si aggiunsero la lotta, il pentathlon, una sorta di pugilato e così via. I giochi olimpici erano un momento di festa per tutti i Greci perché venivano celebrati in onore di Zeus del quale vi era una statua imponente a Olimpia (considerata una delle sette meraviglie del mondo antico. Questa componente religiosa fu fondamentale perché garantiva una folta partecipazione dei cittadini e anche la sospensione delle guerre durante i 5 giorni in cui si svolgevano le gare: questo prende il nome di tregua olimpica.

Ai giochi potevano partecipare gli uomini liberi purché fossero di origine greca; erano invece vietati alle donne, agli assassini, ai barbari e ai sacrileghi. Principalmente però i partecipanti erano di famiglia nobile o benestante perché potevano permettersi di dedicare del tempo agli allenamenti e soprattutto di pagare dei maestri che li allenassero. Con il tempo però, purtroppo, i giochi olimpici hanno perso sempre più importanza e valore soprattutto con l’arrivo dei Romani nell’Ellade che avevano provocato la corruzione degli atleti e delle gare. Sappiamo infatti che i Romani, a differenza dei Greci, erano soliti fare delle gare sportive solo per scopo ludico o per ottenere voti durante il periodo delle elezioni alle varie cariche.

Dopo la strage di Tessalonica del 390 d.C., nel 393 d. C, l’imperatore Teodosio I insieme all’appoggio del vescovo Ambrogio di Milano decisero di sopprimere le olimpiadi perché la consideravano una manifestazione pagana e quindi non cristiana. Diedero così fine a un evento che la Grecia aveva regalato al mondo e che aveva cambiato la sorte e la condizione di molti uomini. Sì, le vite dei vincitori delle gare olimpiche cambiarono perché essi venivano acclamati allo stesso modo degli eroi che combattevano in guerra: ricevevano onori, festeggiamenti e la famosa corona di alloro. Le olimpiadi furono così importanti che divennero per i Greci anche un modo per tenere il conto del tempo dato che, si svolgevano ogni 4 anni. La millenaria attività del giochi olimpici fu quindi interrotta e l’attività venne ripresa molto tempo dopo.

Alla fine del 1800 degli archeologi tedeschi scoprirono i resti del sito archeologico di Olimpia e fu così che il francese Pierre De Coubertin ebbe l’idea di creare una manifestazione sportiva in cui i ragazzi di tutto il mondo si potevano confrontare e soprattutto si sarebbero confrontati senza bisogno di andare in guerra! Egli avanzò la proposta di creare dei giochi olimpici moderni e i membri riuniti presso la Sorbona di Parigi deliberarono che nel 1896 si sarebbero disputati ad Atene le olimpiadi moderne. Per l’organizzazione del grande evento fu anche creato il Comitato Internazionale Olimpico; la Grecia avanzò la proposta di ospitare tutte le successive edizioni dei giochi ma il Comitato deliberò che invece la nazione ospitante sarebbe cambiata ogni anno e che la successiva edizione si sarebbe disputata a Parigi.

Rito ancora oggi solenne delle olimpiadi è quello dell’accensione della fiaccola presso il sito archeologico di Olimpia che sarà trasportata dai tedofori in giro per il mondo e passata di paese in paese fino ad arrivare nel luogo in cui saranno celebrati i giochi; stesso luogo in cui, al termine delle competizioni, verrà spenta. Fiera e piena di orgoglio nazionale per la sua amata Ellade, la dea Atena si congeda anche oggi da questo veloce caffè. Tanti cari saluti e arrivederci al prossimo caffè!

Maria Stupia

 

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