Atene: il cuore della civiltà occidentale

Non si poteva iniziare questo viaggio nella civiltà greca senza prima parlare della città della nostra dea della saggezza: Atene. Come tutti ben sapranno, la città di Atene è la capitale greca e il simbolo per eccellenza di tutta la civiltà e cultura ellenica.

Tutti i turisti la prendono in considerazione almeno una volta durante la pianificazione dei loro viaggi, tutti i filellenici la sognano, tutti gli archeologi sognano di fare degli scavi lì. Insomma, la capitale greca suscita non pochi castelli in aria e tanto desiderio di visitarla. Il nome della città e, di conseguenza, il perché sia stata dedicata proprio alla dea Atena e non a Zeus è dovuto a un racconto mitologico. Il mito ci è giunto tramite Apollodoro di Atene il quale racconta che il primo re di Atene e dell’Attica è Cecrope; un giorno gli dèi dell’Olimpo decisero di insediarsi all’interno della città nella quale ognuno avrebbe avuto un proprio culto. Poseidone, dio del mare, sbatté il suo tridente in mezzo all’Acropoli e inondò tutta quella zona. Dopo un po’ arrivò la dea Atena, prese con sé Cecrope e davanti a lui piantò un ulivo; scoppiò quindi una contesa per il dominio del territorio. Zeus decise di affidare la disputa a una giuria composta da tutte le altre divinità dell’Olimpo: la commissione decretò come vincitrice la dea Atena perché ritenevano l’ulivo molto utile per i cittadini. Poseidone si infuriò e inondò l’intera Attica. C’è da dire che l’ulivo rappresenta, insieme alla vite, l’elemento più diffuso dell’alimentazione mediterranea e anche la pianta più comune del paesaggio agricolo.

L’animale simbolo della città di Atene è la civetta: simbolo della saggezza e del sapere che è da sempre associato alla dea Atena. È così importante per i Greci che era raffigurata nel V secolo a.C nella tetradracma e oggi è raffigurata nel retro della moneta da 1€. Gli occhi della civetta sono costruiti secondo i lineamenti della lettera φ (fi) che è l’iniziale della parola “filosofia” e da qui si capisce il perché dell’associazione del suddetto animale a questa disciplina così antica e affascinante ma soprattutto così greca! I simpatici Portokalos, infatti, dicono scherzosamente nel film “Il mio grosso grasso matrimonio greco” una frase che si è diffusa fra i modi di dire e che difende l’importanza dell’apporto culturale della Grecia alla civiltà occidentale: “Quando noi parlavamo di filosofia voi eravate ancora sugli alberi a mangiare le banane!”.

Altro simbolo di Atene e della Grecia è sicuramente la splendida e imponente Acropoli che si apre con i Propilei e custodisce il Partenone, il Tempietto di Atena Nike e l’Eretteo oltre a sovrastare l’intera capitale ellenica. La città di Atene, infatti, se la si osserva dall’Acropoli, si mostra come un territorio urbano sconfinato i cuoi limiti non sono ben delineati all’orizzonte e questo effetto è dovuto al fatto che è formata dall’unione di 54 centri urbani minori e abbraccia 5 milioni di abitanti. La Grecia ospita 10 milioni di abitanti e quindi la metà risiede ad Atene; l’altra città importante è Salonicco che è situata a nord-est ed è formata da 1 milione di abitanti. Il resto della popolazione si trova sparsa nelle altre città, nelle isole e a Creta.

Nella capitale greca non solo sono nate la democrazia e la filosofia ma anche il teatro! Il più grande teatro stabile dell’antichità è proprio il teatro di Dioniso e si trova in prossimità dell’omonimo santuario. Qui hanno messo in scena le loro opere i tre tragediografi più importanti del mondo classico ovvero Eschilo, Sofocle ed Euripide ma anche i due commediografi Aristofane e Menandro. Le rappresentazioni teatrali avevano una funzione catartica ma anche socio-politica infatti partecipava in maniera molto attiva tutta la cittadinanza ateniese. Le tragedie tramite la catarsi miravano alla “purificazione” dell’anima dando degli insegnamenti etico-morali. Per quanto riguarda l’aspetto politico, invece, esso emergeva soprattutto con le commedie in quanto avevano un velo satirico nelle battute dei dialoghi e, durante e dopo lo spettacolo, gli spettatori intraprendevano dei dibattiti con i politici lì presenti. Insomma, avrete capito che la città di Atene ha visto nascere una civiltà culturalmente avanzata che ha dato un notevole apporto agli altri popoli europei. Con la speranza che questo viaggio virtuale vi sia stato di gradimento e che non vi siate annoiati troppo, la dea Atena si congeda e vi aspetta al prossimo caffè!

Maria Stupia

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