Fino a poco tempo fa, lo SPID sembrava la soluzione definitiva e intoccabile per interagire con la Pubblica Amministrazione, ma il vento sta cambiando. Negli ultimi mesi, quella che era nata come una risorsa gratuita e accessibile a tutti è diventata un labirinto di costi e abbonamenti: molti gestori privati hanno iniziato a introdurre canoni annuali o tariffe per ogni singolo riconoscimento, rendendo il mantenimento delle proprie credenziali digitali un piccolo ma fastidioso peso economico.
In questo scenario di incertezza, la Carta d’Identità Elettronica (CIE) è passata da essere un semplice documento “nel portafoglio” a una vera e propria alternativa strategica, sicura e, soprattutto, priva di costi ricorrenti. Non dobbiamo più guardarla solo come una tessera plastificata con i nostri dati, ma come una smart card sofisticata. Al suo interno, infatti, pulsa un microchip invisibile che custodisce non solo i dati anagrafici e la foto, ma anche le impronte digitali criptate.
A cosa serve davvero la Carta d’Identità Elettronica
Dal punto di vista pratico, la CIE consente di accedere a tutti i principali servizi online della Pubblica Amministrazione, dai portali comunali all’Agenzia delle Entrate, passando per INPS, sanità digitale e app IO. La differenza sostanziale rispetto allo SPID è che la CIE è rilasciata direttamente dallo Stato, senza il coinvolgimento di soggetti privati. Oltre all’uso istituzionale, la carta può essere sfruttata anche in contesti privati: dall’identificazione presso banche e operatori telefonici, fino ai check-in alberghieri o alle procedure di registrazione online che richiedono un’identità certificata. In prospettiva futura, la CIE potrebbe diventare anche un titolo di accesso digitale per trasporti pubblici, eventi culturali e servizi di mobilità condivisa.
I livelli di sicurezza della CIE
In questo scenario, il cellulare diventa un vero lettore di smart card, rendendo le operazioni immediate e sicure senza bisogno di lettori esterni, semplificando la vita di chiunque debba accedere ai portali della Pubblica Amministrazione. Per utilizzare la CIE al massimo livello di sicurezza è necessario uno smartphone dotato di tecnologia NFC e l’app ufficiale CieID, disponibile sia per Android che per iOS. Serve inoltre il PIN a 8 cifre associato alla carta, consegnato in due parti: una al momento della richiesta e l’altra insieme al documento.
Una volta installata l’app, basta inserire il PIN completo e appoggiare la carta sul retro del telefono per consentire la lettura del chip. Terminata la procedura, la CIE risulta attiva anche in formato digitale. Per gli accessi successivi è possibile utilizzare l’autenticazione biometrica, rendendo tutto più rapido e comodo. Il passaggio alla CIE non è solo una scelta conveniente, ma anche necessaria. Dal 3 agosto 2026, infatti, le carte d’identità cartacee non saranno più valide in tutta l’Unione Europea. Anticipare questo cambiamento significa evitare problemi futuri e dotarsi fin da subito di uno strumento sicuro, gratuito e destinato a diventare lo standard dell’identità digitale,

Da anni sono copywriter e redattore di blog di tematiche tech e internet. Tra le mie passioni il mondo tech e digital. Per il blog capitolivm.it mi occupo della realizzazioni di guide su sicurezza informatica, web e digital.






