Il 2026 si apre con una mossa decisa da parte di Google nel mondo dell’intelligenza artificiale applicata ai video. Con l’arrivo di Veo 3.1, l’azienda non si limita a migliorare qualche dettaglio tecnico, ma prova a fare un salto più ambizioso: rendere i video generati dall’IA finalmente utilizzabili anche fuori dalla fase di esperimento o curiosità. L’obiettivo è chiaro fin da subito: creare contenuti che non sembrino “finti”, che siano coerenti, stabili e pronti per essere pubblicati, soprattutto sui social.
La sensazione è che Google stia cercando di accorciare la distanza tra chi gioca con l’AI per divertirsi e chi invece vuole usarla davvero per raccontare storie, promuovere un progetto o costruire una presenza online. E lo fa partendo da uno dei problemi più fastidiosi della generazione video: l’incoerenza visiva.
Che cos’è Ingredients to Video?
La novità più interessante di Veo 3.1 si chiama Ingredients to Video e, detta in parole semplici, serve a far “ricordare” all’AI come deve apparire ciò che sta creando. Fino a oggi, chiunque abbia provato strumenti simili si è scontrato con lo stesso limite: personaggi che cambiano volto da una scena all’altra, vestiti che mutano colore, ambienti che sembrano non avere una loro identità precisa. Con questo nuovo sistema, invece, l’utente può fornire fino a tre immagini di riferimento: una persona, un luogo, una texture, qualsiasi cosa serva come base visiva. Da lì in poi, Veo usa questi elementi come punti fermi. Il personaggio resta riconoscibile, lo stile non “scivola” e anche creando più clip diverse si mantiene una continuità evidente. È un dettaglio che può sembrare tecnico, ma in realtà è quello che permette, per la prima volta, di immaginare una mini-storia fatta di più video coerenti tra loro, e non solo clip isolate.
Un altro segnale importante è l’attenzione totale al formato verticale. Veo 3.1 nasce chiaramente pensando ai creator mobile. Il supporto nativo al 9:16 lo rende perfetto per Shorts, Reels e TikTok, senza bisogno di adattamenti strani o ritagli forzati. L’integrazione diretta con YouTube Shorts e YouTube Create rende tutto ancora più immediato: l’AI non è più uno strumento separato, ma entra direttamente nel flusso di chi crea contenuti ogni giorno dallo smartphone. Sul fronte qualità, Google fa un passo in avanti promettente con l’upscaling fino al 4K. È giusto però essere chiari: i video non nascono in 4K, ma vengono migliorati dopo. Il risultato è comunque più pulito e definito, soprattutto per chi lavora in contesti professionali. Non a caso, questa funzione è riservata ai canali più avanzati, mentre l’uso standard resta per ora su risoluzioni più basse.
Mettendo tutto insieme, Veo 3.1 dà l’idea di un’AI che sta crescendo. Non urla rivoluzione, ma costruisce passo dopo passo qualcosa di più solido. La direzione è evidente: arrivare a un tipo di video generato che non si riconosca più “a colpo d’occhio” come artificiale. E se oggi sembra ancora un’anticipazione del futuro, è chiaro che Google sta correndo per farlo arrivare molto prima di quanto pensassimo.
Google Veo 3.1 è il nuovo modello di intelligenza artificiale per la generazione video che punta a creare contenuti più realistici, coerenti e pronti per la pubblicazione sui social, superando i limiti sperimentali delle versioni precedenti.
È una funzione che permette di fornire fino a tre immagini di riferimento all’AI, così da mantenere personaggi, ambienti e stile visivo coerenti anche in video diversi, evitando cambiamenti casuali di volti o colori.
Sì. Veo 3.1 nasce con supporto nativo al formato verticale 9:16 ed è ottimizzato per contenuti brevi destinati a piattaforme come YouTube Shorts, Instagram Reels e TikTok.
Non nascono in 4K, ma possono essere migliorati tramite upscaling fino a 4K. Il risultato è una qualità più pulita e definita, pensata soprattutto per creator e utilizzi professionali avanzati.
Questo è l’obiettivo principale. Grazie alla continuità visiva e a una maggiore stabilità delle scene, Veo 3.1 riduce l’effetto artificiale, avvicinando i video generati dall’AI a contenuti percepiti come più naturali e credibili.

Luca Caviglia è un autore di capitolivm.it specializzato in tecnologia e internet. Si occupa di guide pratiche, approfondimenti digitali e novità dal mondo tech, con un focus su innovazione, servizi online e strumenti utili per semplificare la vita digitale. I suoi contenuti sono pensati per offrire informazioni chiare, aggiornate e facilmente fruibili, sia per utenti esperti sia per chi si avvicina al mondo digitale.





