Smartwatch sotto inchiesta: il rilevamento cadute finisce in tribunale negli USA

Nel mondo della tecnologia siamo abituati a guerre di brevetti su design, chip o interfacce. Questa volta, però, la storia è diversa. A finire sotto i riflettori non è una funzione “di lusso”, ma qualcosa che, per molte persone, può fare la differenza tra un grande spavento e una tragedia: il rilevamento sugli smartwatch. Negli Stati Uniti è appena partita un’indagine ufficiale che sta facendo tremare i colossi del settore. L’autorità coinvolta è la USITC, la Commissione per il Commercio Internazionale, e l’esito potrebbe essere pesantissimo: il blocco delle vendite di alcuni dei dispositivi più diffusi firmati Apple, Samsung, Garmin e Google. Non parliamo di marchi di nicchia, ma degli smartwatch che milioni di persone indossano ogni giorno al polso.

Una piccola azienda contro i giganti della Silicon Valley

All’origine di tutto c’è UnaliWear, un nome che ai più non dirà nulla. Non è un brand da vetrina, non fa keynote spettacolari. È un’azienda che lavora soprattutto con tecnologie pensate per gli anziani e per chi ha bisogno di assistenza continua. Ed è proprio qui che nasce lo scontro. Secondo UnaliWear, i grandi produttori avrebbero integrato nei loro smartwatch il sistema di rilevamento delle cadute usando soluzioni coperte da brevetti di sua proprietà, senza autorizzazione. In pratica, la funzione che riconosce una caduta improvvisa, chiede conferma all’utente e, se non arriva risposta, manda automaticamente una richiesta di aiuto.

Una funzione ormai diventata “normale”, quasi scontata. Ma che, a quanto pare, normale non è affatto dal punto di vista legale. I marchi coinvolti sono praticamente tutti i leader del mercato: Apple con l’Apple Watch, che per molti è stato il primo a rendere popolare questa tecnologia; Samsung con la serie Galaxy Watch; Garmin, amatissima da sportivi e professionisti; e Google con il Pixel Watch.

È importante dirlo subito: non c’è ancora una sentenza. L’indagine è appena iniziata e nessuno smartwatch è stato bloccato per ora. Ma i precedenti fanno alzare più di un sopracciglio. Se la USITC dovesse dare ragione a UnaliWear, lo scenario sarebbe pesante. I dispositivi incriminati potrebbero non entrare più negli Stati Uniti. Tradotto: stop alle importazioni. E, nei casi più estremi, ritiro dagli scaffali dei modelli già in vendita.

Apple sa bene cosa significa. Non molto tempo fa ha dovuto sospendere temporaneamente alcune vendite per una questione simile legata alla misurazione dell’ossigeno nel sangue. E quella era “solo” una funzione. Qui si parla di una caratteristica centrale, spesso usata anche nelle campagne pubblicitarie. C’è poi un altro aspetto che preoccupa i produttori: l’effetto domino. Anche se l’indagine riguarda solo gli USA, una decisione sfavorevole potrebbe diventare un precedente da sfruttare in Europa, in Asia, ovunque. Non aspettarti una decisione rapida. Questi procedimenti richiedono mesi, a volte più di un anno. Ed è proprio in questo spazio di tempo che di solito succede qualcosa: accordi, trattative, licenze pagate sottobanco.

Lascia una risposta