C’è una specie di vento nuovo che sta soffiando sul poker online in Europa, e non sembra accennare a fermarsi. Magari non tutti se ne sono accorti subito, ma i numeri raccontano una storia abbastanza particolare: sempre più persone, attirate da tornei pieni di premi e dall’idea di far parte di una specie di tribù digitale, stanno scegliendo di giocare online piuttosto che dal vivo. Succede spesso che italiani, spagnoli e francesi incrocino le carte (virtuali, stavolta) praticamente ogni sera, tanto che ultimamente le sale appaiono affollatissime.
Sarebbe facile pensare si tratti solo di una moda passeggera, ma analisti e operatori cautamente suggeriscono che questa ondata potrebbe davvero durare. Le regole più rigide introdotte nei mercati chiave non hanno rallentato la corsa, almeno finora. Anzi, in apparenza l’interesse per le nuove varianti e gli eventi internazionali starebbe spingendo ancora più in alto la quota di appassionati—sono tanti, forse milioni adesso, anche se quantificare è complicato e le stime variano.
Dati e record al tavolo digitale
L’Italia, curiosamente, si è ritrovata nel mezzo di questo scatto in avanti. Prendiamo i tornei multigiocatore: nel 2025, ad esempio, un evento serale ha quasi toccato le 5.178 iscrizioni, superando ampiamente i numeri visti in passato. C’è chi sottolinea come questo picco sia ancora più impressionante se si considera che, da decenni, certi risultati si erano visti solo nel 2021—giusto durante il lockdown, quando casinò e circoli erano chiusi e la gente aveva praticamente solo l’online come valvola di sfogo. Ora, dicono, il settore dei tornei in Italia starebbe pesando qualcosa come il 52% sul totale nazionale, complice anche un circolo virtuoso d’incremento della liquidità e l’unione delle maggiori piattaforme (successa verso la fine del 2024).
Sul lato economico, poi, i dati suggeriscono che nel gennaio 2025 gli italiani abbiano speso il 9,6% in più rispetto all’anno precedente per partecipare ai tornei, arrivando a 12,6 milioni di euro raccolti su un totale che sfiora i 145 milioni. Sembra abbastanza chiaro che non ci sia stato quel crollo temuto dopo la pandemia—anzi, forse il panorama si è semplicemente evoluto, anche se qualche voce scettica rimane.
Un mercato europeo sempre più in espansione
L’Italia, comunque, non sta facendo tutto da sola. Anzi, la sensazione generale è che in Europa il poker online stia attraversando, non so, una sorta di rinascita? Diversi rapporti di settore pubblicati nel 2024 stimano che il comparto del gioco d’azzardo digitale sul continente abbia toccato i 55 miliardi di euro, compresi sia i tornei che i cash game—con una crescita, si dice, di circa l’8% rispetto all’anno prima. Gli operatori si aspettano (perché di certezze è meglio non averne mai troppe) che da qui al 2034 il ritmo potrebbe mantenersi su un tasso annuo di circa 11,5%. Gli eventi sportivi europei e le piattaforme “condivise” sembrano attrarre sempre nuovi giocatori, mentre regolamentazioni più morbide in paesi come Francia e Spagna rendono più semplice aprire nuove sale o collaborare su base internazionale.
Anche la raccolta dal poker online registra cifre in costante ascesa in mercati regolamentati, dove la sicurezza e la trasparenza sembrano ormai un prerequisito. Tuttavia, sarebbe ingenuo ignorare certi aspetti meno rassicuranti: ad esempio, pare che in Portogallo le richieste di sostegno per problemi con il gioco siano aumentate dell’8,4% su base annua. Un dettaglio che fa riflettere.
Proiezioni future e rischi da non sottovalutare
Guardando un po’ oltre la punta del naso, le prospettive elaborate dagli raccontano di un settore mondiale che, con qualche se e qualche ma, potrebbe avvicinarsi ai 37 miliardi di dollari di valore entro il 2030. Quanto all’Europa, si direbbe che la fetta di mercato resti significativa, intorno al 30%, almeno secondo le fonti più accreditate—ma c’è chi è più prudente nei conteggi. Gli occhi rimangono puntati soprattutto su mercati regolamentati come Italia, Spagna, Francia e Germania.
L’ampliamento della liquidità, insieme allo spuntare di nuove piattaforme, potrebbe accelerare questo trend, senza però dimenticare il rischio di attrarre anche operatori non autorizzati, che restano una spina nel fianco; ad esempio, riporta che circa 13 miliardi di euro arrivano tuttora dalle cosiddette “aree grigie”. Focalizzandosi un attimo sull’Italia, il comparto cash ha registrato nel settembre 2025 un balzo del 15,25% rispetto al mese precedente e di quasi il 65% in un anno—dati che fanno pensare, perché numeri simili erano spuntati solo nel periodo post-pandemico, quando tutto sembrava possibile (in bene e in male).
La componente sociale e tecnologica
Non sono solo le cifre a spiegare questa corsa. Molto passa anche dall’innovazione tecnologica e dalle dinamiche di interazione tra giocatori, che non sono poi così diverse da quelle “dal vivo” ma, evidentemente, hanno saputo adattarsi. Oggi molte piattaforme puntano su tornei particolari, con livelli di accesso diversi e premi garantiti che diventano sempre più allettanti. L’introduzione dei tavoli in diretta streaming ha aggiunto un elemento voyeuristico: spettatori e curiosi si collegano solo per vedere i professionisti all’opera, e spesso qualche giocatore finisce col diventare una sorta di vip online. Gli smartphone e le app ormai permettono di collegarsi ovunque, senza complicazioni.
I pagamenti sono più semplici (almeno per chi vive nell’Unione Europea), grazie a integrazioni sempre più avanzate. Durante la pandemia, si potrebbe dire che il passaggio all’online abbia ricevuto una bella spinta, ma adesso, ormai, sembra diventato più un’abitudine che un’eccezione. Bisogna segnalare anche qualche ombra, però: la dipendenza resta un problema da non sottovalutare e—va detto—la gestione del rischio è ancora un tema caldo.
Giocare responsabilmente nel nuovo scenario digitale
L’evoluzione veloce del settore, diciamolo, mette sotto pressione sia le aziende che i giocatori in materia di sicurezza e responsabilità. Ormai la gran parte degli operatori europei ha introdotto controlli automatici, limiti personalizzabili e campagne di informazione che provano a mettere in guardia sui rischi dell’eccesso. Non sarà mai troppo ripetere che fermarsi ogni tanto, darsi un tetto di spesa, magari rivolgersi a un centro di supporto quando si avvertono segnali di difficoltà, sono pratiche davvero utili.
Molte realtà insistono che il divertimento debba rimanere centrale—possibilmente senza mettere a rischio la salute o la qualità delle relazioni. Il poker online forse continuerà ad allargare i confini della socialità digitale, però, conviene ricordarlo, serve sempre equilibrio.

Luca Caviglia è un autore di capitolivm.it specializzato in tecnologia e internet. Si occupa di guide pratiche, approfondimenti digitali e novità dal mondo tech, con un focus su innovazione, servizi online e strumenti utili per semplificare la vita digitale. I suoi contenuti sono pensati per offrire informazioni chiare, aggiornate e facilmente fruibili, sia per utenti esperti sia per chi si avvicina al mondo digitale.






