C’è un momento preciso in cui si capisce che qualcosa è cambiato sul serio. Non è un annuncio in pompa magna, né una dichiarazione ufficiale. È un numero. Anzi, due numeri. Secondo i dati Threads ha superato X (l’ex Twitter) per utenti attivi giornalieri su smartphone: 141,5 milioni contro 125 milioni. Una soglia simbolica, certo, ma anche molto concreta. Perché oggi il cuore dei social non batte più davanti a una scrivania, ma in tasca. Non si tratta di un colpo di fortuna o di un’impennata passeggera. Questo sorpasso arriva dopo mesi di crescita continua, iniziata quasi in sordina e diventata via via sempre più evidente. Threads, partito tra lo scetticismo generale, si è preso il suo spazio giorno dopo giorno, scroll dopo scroll.
X continua a essere fortissimo sul desktop: chi lo usa dal computer lo sa, i numeri sono ancora nettamente dalla sua parte. Ma la realtà quotidiana racconta un’altra storia. La maggioranza delle persone apre i social sul telefono, nei tempi morti, in coda, sul divano. Ed è lì che Threads ha trovato il suo terreno ideale.
Negli Stati Uniti, che restano il mercato più importante per pubblicità e tendenze, il divario tra le due piattaforme si è ridotto in modo impressionante in appena un anno. Fino a poco tempo fa X aveva il doppio degli utenti attivi giornalieri. Oggi quello scenario sembra appartenere a un’altra era. Ma sarebbe troppo facile dire che Threads vince solo perché X perde terreno. La verità è più interessante.
Threads ha giocato d’anticipo sfruttando una cosa che Meta conosce benissimo: l’abitudine. Chi già passava ore su Instagram o Facebook si è ritrovato Threads praticamente sotto il pollice, senza dover “imparare” nulla di nuovo. Apri, scorri, scrivi. Fine. Nel frattempo, la piattaforma è cresciuta rapidamente. Funzioni che all’inizio mancavano sono arrivate una dopo l’altra, senza troppi annunci ma con una certa efficacia. Messaggi privati, spazi per interessi comuni, post più lunghi, persino test leggeri legati al gioco. Tutto pensato per far sentire l’utente a casa, non davanti a un esperimento. Un altro punto chiave è il clima. Molti creator raccontano di percepire Threads come un posto più rilassato, meno aggressivo, meno teso. Non è poco, in un’epoca in cui ogni discussione online sembra pronta a esplodere.
X tra polemiche, indagini e nuove fughe
Dall’altra parte, X sta vivendo un momento complicato. Le polemiche legate all’uso dell’intelligenza artificiale di Grok, soprattutto per contenuti estremamente delicati, hanno attirato l’attenzione di governi e autorità in mezzo mondo. Indagini, pressioni, incertezza. Tutti elementi che non aiutano a trasmettere fiducia, né agli utenti né agli inserzionisti.
In questo clima, non sorprende che alcune persone stiano guardando altrove. Non solo a Threads, ma anche a realtà come Bluesky, che in questi giorni sta vedendo un aumento improvviso delle installazioni. Un segnale chiaro: molti cercano spazi più semplici, meno rumorosi, magari anche più piccoli. Il futuro dei social, insomma, sembra sempre meno legato a chi urla di più e sempre più a chi riesce a stare nella quotidianità delle persone. Se questo sorpasso verrà ricordato come un punto di svolta lo dirà il tempo. Ma una cosa è certa: nel 2026, a vincere è chi capisce come viviamo davvero il digitale. E oggi, quel digitale passa dallo smartphone.

Da anni sono copywriter e redattore di blog di tematiche tech e internet. Tra le mie passioni il mondo tech e digital. Per il blog capitolivm.it mi occupo della realizzazioni di guide su sicurezza informatica, web e digital.






