Per anni ci siamo raccontati la stessa storia: da una parte il PC, dall’altra le console. Due mondi separati, due modi diversi di giocare, due pubblici che spesso si guardavano in cagnesco. Il CES 2026 di Las Vegas ha messo il punto finale a questa narrazione. Non con un annuncio clamoroso, ma con una serie di segnali talmente chiari da rendere impossibile ignorarli. Il confine è saltato. E il futuro del gaming da salotto, quello sul divano, non passa più necessariamente da una console tradizionale.
Il vero protagonista non è un nuovo hardware, ma un cambio di mentalità
Microsoft, in questo scenario, è l’elefante nella stanza. Da tempo Xbox non domina più il discorso hardware come una volta, e al CES le voci si sono fatte sempre più insistenti: la prossima “Xbox” potrebbe non essere una console nel senso classico del termine. L’idea che circola è quella di un dispositivo basato su Windows, pensato per stare sotto la TV ma capace di fare tutto quello che fa un PC. Non solo i giochi Xbox, ma anche Steam, Epic, Battle.net. Tutto. Un unico ecosistema, senza barriere artificiali.
In pratica, Microsoft sembra aver accettato una verità scomoda ma inevitabile: oggi il valore non sta più nella scatola, ma nel software. Nei servizi. Nell’essere ovunque. Xbox, sempre più, è un marchio e un’esperienza, non per forza un pezzo di plastica dedicato. A rendere questo passaggio quasi naturale ci hanno pensato i PC portatili da gaming. Quelli che una volta avremmo chiamato “strani esperimenti” sono diventati prodotti di massa.
Steam Deck ha aperto la strada, e dietro di lui sono arrivati in tanti. Al CES si respirava un’aria chiara: questi dispositivi non vogliono essere un’alternativa alla console, vogliono sostituirla. Li usi in mobilità, certo, ma sempre più persone li collegano alla TV, prendono un controller e giocano come hanno sempre fatto sul divano. Valve stessa ha ammesso che una fetta importante degli utenti usa questi PC palmari proprio così. Non come gadget, ma come cuore dell’intrattenimento domestico.
E se non vuoi nemmeno comprare un PC? Nessun problema. Il cloud gaming continua a rosicchiare spazio. Nvidia, al CES, ha spinto forte sull’idea che basti una smart TV o una piccola chiavetta per accedere a giochi enormi, visivamente spettacolari, senza avere nulla di potente in casa. Premi un tasto e giochi. Il “ferro” sta altrove.
È un concetto che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza, oggi è semplicemente un’opzione in più. A questo punto la vera sfida non è più tra console diverse, ma tra filosofie. Da una parte c’è SteamOS, che punta a un’esperienza semplice, quasi rassicurante, molto simile a quella console di una volta. Dall’altra c’è Windows, che promette libertà totale e sta cercando di diventare più comodo da usare anche dal divano, con controller alla mano.

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