Negli ultimi anni il mondo dei videogiochi sta cambiando pelle, lentamente ma in modo inesorabile. Console sempre meno centrali, hardware sempre più accessibile, e un’idea che prende forza: giocare ovunque, con qualunque schermo. In questo scenario, Microsoft sembra pronta a spingersi un passo più avanti di tutti. Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, l’azienda starebbe lavorando a una versione gratuita di Xbox Cloud Gaming, sostenuta interamente dalla pubblicità. Tradotto in parole semplici: niente abbonamento, niente console, niente PC potente. Solo uno smartphone, una smart TV o un browser e un po’ di pazienza davanti agli spot. Un’idea che, se confermata, potrebbe cambiare davvero il modo in cui molte persone si avvicinano ai videogiochi.
Giocare “gratis”, ma a che condizioni?
L’idea di fondo è piuttosto chiara e, tutto sommato, familiare. Un po’ come succede con YouTube o con alcune app mobile, il prezzo da pagare non sarebbe il denaro, ma il tempo. Prima di iniziare a giocare, l’utente dovrebbe guardare circa due minuti di pubblicità. Finita la réclame, si entra nel gioco. Non però per ore infinite. Le sessioni sarebbero limitate a circa un’ora alla volta. Scaduto il tempo, si torna al punto di partenza: altri annunci per continuare. E non finisce qui. Le voci parlano anche di un tetto mensile, probabilmente intorno alle cinque ore totali. Superata quella soglia, o si aspetta il mese successivo oppure si passa a un piano a pagamento. Non è difficile immaginare l’obiettivo: dare un assaggio, incuriosire, far provare l’esperienza Xbox a chi finora è rimasto fuori.
Chi pensa a un accesso completo a tutto il catalogo Game Pass dovrà ridimensionare un po’ le aspettative. La versione gratuita, almeno nelle intenzioni attuali, sarebbe più una porta d’ingresso che un buffet libero. Una delle opzioni principali sarebbe la possibilità di giocare in streaming ai titoli che già si possiedono in digitale sul proprio account Xbox. In pratica, niente download, niente installazioni: accendi e giochi. A questo si aggiungerebbe una selezione di vecchi classici, pensati per girare senza problemi nel cloud, e l’accesso occasionale ai cosiddetti Free Play Days, quei weekend in cui Xbox rende alcuni giochi giocabili gratuitamente per un tempo limitato.
Il tempismo non sembra casuale. Negli ultimi mesi Microsoft ha spinto forte sull’espansione del suo ecosistema: l’arrivo ufficiale di Xbox Cloud Gaming su Amazon Fire TV, l’uscita dalla fase beta del servizio e una comunicazione sempre più chiara su un concetto preciso — Xbox non è più solo una console, è una piattaforma. Con una versione gratuita supportata da pubblicità, l’azienda potrebbe raggiungere milioni, forse miliardi di persone che non hanno mai pensato di comprare una console. Ragazzi, famiglie, utenti casuali, mercati dove l’hardware costa troppo. Tutti potenziali nuovi giocatori. C’è chi scommette su un annuncio imminente, magari in occasione dell’Xbox Developer Direct del 22 gennaio. Se così fosse, non sarebbe solo una nuova opzione di gioco. Sarebbe un messaggio chiaro: il futuro dei videogiochi non chiede più “che console hai?”, ma solo “che schermo stai usando?”.

Da anni sono copywriter e redattore di blog di tematiche tech e internet. Tra le mie passioni il mondo tech e digital. Per il blog capitolivm.it mi occupo della realizzazioni di guide su sicurezza informatica, web e digital.






