Gli AirTag sono diventati una specie di assicurazione quotidiana. Li attacchi alle chiavi, li infili nello zaino, qualcuno li usa persino per il collare del cane. L’idea è semplice: se perdi qualcosa, sai dove trovarla. Apple parla di una batteria che dura circa un anno, ma nel 2026 chi li usa davvero sa che questa promessa va presa con le pinze. C’è chi arriva sereno ai dodici mesi… e chi dopo otto già riceve brutte notizie. Il punto è che l’AirTag non ti dice mai chiaramente come sta. Niente percentuali, niente indicatori dettagliati. Finché funziona, tutto bene. Quando invece la batteria inizia a mollare, te ne accorgi spesso all’ultimo momento. E non è il massimo.
AirTag scarico? Ecco i segnali visivi e sonori da non ignorare
Il primo modo per capire se il tuo AirTag è “stanco” è controllare manualmente nell’app Dov’è. Apri la sezione Oggetti, tocchi l’AirTag che ti interessa e guardi sotto il nome. Se compare una piccola icona rossa della batteria, significa che sei nella fase finale. A volte hai ancora qualche settimana di margine, altre volte molto meno. Meglio non rimandare. C’è poi un segnale ancora più subdolo: il suono. Se l’AirTag inizia a fare una specie di cinguettio senza che tu abbia chiesto nulla, non è un bug né un dispetto. Sta semplicemente cercando di dirti che è quasi a secco. Molti lo ignorano, pensando a un errore momentaneo, e poi si ritrovano con il tracker muto nel momento meno opportuno.
La buona notizia è che la batteria è una comunissima CR2032, facile da trovare e poco costosa. La cattiva è che la sua durata dipende molto da come usi l’AirTag. Ogni volta che lo fai suonare per gioco, o sfrutti spesso la localizzazione precisa, stai chiedendo uno sforzo extra. Nulla di drammatico, ma nel tempo si sente. Se lo usi solo quando serve davvero, la differenza si nota. Anche l’ambiente conta più di quanto si pensi. Lasciare le chiavi in macchina sotto il sole o al gelo non è una grande idea, né per te né per l’AirTag. Le temperature estreme accelerano lo scaricamento della batteria e accorciano la sua vita senza che tu te ne renda conto. Un altro dettaglio che sorprende molti riguarda proprio le batterie “di marca”.
Alcune, come le Duracell, hanno un rivestimento amaro pensato per scoraggiare i bambini dal metterle in bocca. Ottima idea, ma questo strato può creare problemi di contatto con l’AirTag. Risultato: cambi la pila e lui continua a dire che è scarica. In questi casi basta un gesto semplice: passare la batteria con un panno leggermente imbevuto di alcol. Niente magia, solo un piccolo trucco utile. Cambiare la batteria, comunque, è facilissimo. Premi la parte in acciaio sul retro, ruoti, inserisci la pila nuova con il lato giusto e senti un bip. Fine. Spesa minima, pochi secondi e AirTag di nuovo operativo. E magari, questa volta, per davvero un anno intero come dicono.

Luca Caviglia è un autore di capitolivm.it specializzato in tecnologia e internet. Si occupa di guide pratiche, approfondimenti digitali e novità dal mondo tech, con un focus su innovazione, servizi online e strumenti utili per semplificare la vita digitale. I suoi contenuti sono pensati per offrire informazioni chiare, aggiornate e facilmente fruibili, sia per utenti esperti sia per chi si avvicina al mondo digitale.






