Negli ultimi mesi, un crescente numero di paesi ha introdotto misure restrittive per limitare l’accesso ai social media da parte dei minori. A partire dall’Australia, che nel dicembre 2025 ha fissato il limite a 16 anni, diversi stati hanno seguito l’esempio adottando politiche simili per affrontare problematiche come il cyberbullismo, la dipendenza e i rischi per la salute mentale. Questa tendenza globale ha sollevato dibattiti su controllo, privacy e responsabilità. Ma qual è la posizione dell’Italia in questo contesto?
L’Australia ha avviato questa iniziativa imponendo multe severe alle piattaforme che non rispettano il divieto, che include nomi noti come Facebook, Instagram e TikTok. Esclusi da questo decreto sono WhatsApp e YouTube Kids. È fondamentale che le piattaforme verifichino l’età degli utenti, rifiutando semplicemente l’autodichiarazione.
Diverse nazioni europee e asiatiche stanno seguendo la stessa strada. La Francia ha recentemente approvato un divieto per i minori di 15 anni, mentre la Turchia attende la firma del presidente Erdogan per un provvedimento analogo. L’Indonesia prevede di vietare l’accesso ai social ai minori di 16 anni a partire dal marzo 2026. Anche la Malesia sta progettando di implementare una legge simile nel 2023.
Trend legislativi internazionali
In Danimarca, si prevede un divieto per i minori di 15 anni, e un’app per la verifica dell’età è in fase di sviluppo. In Canada, un disegno di legge per vietare l’accesso ai minori di 16 anni potrebbe essere approvato entro un anno. La Grecia ha annunciato un divieto per i minori di 15 anni, mentre la Spagna è in attesa di approvazione parlamentare per un divieto simile.
Il dibattito in Europa è vivo: in Germania, si è discusso di un possibile divieto per i minori di 16 anni, ma il governo mostra segni di indecisione. Polonia e Slovenia stanno lavorando su normative che limiterebbero l’accesso sotto i 15 anni, mentre l’Austria sta considerando un limite di 14 anni. Nel Regno Unito, il governo sta esplorando anche un divieto per gli under 16 e ha avviato consultazioni.
La situazione in Italia
Diversamente da altri paesi, l’Italia sembra rimanere indietro. Un disegno di legge, firmato dalla senatrice Lavinia Mennuni di Fratelli d’Italia e sostenuto da un’ampia coalizione, resta bloccato in Senato dal ottobre 2025. Questa proposta prevede il divieto di attivazione di account social per chi ha meno di 15 anni e una verifica dell’età tramite un mini-portafoglio nazionale. Tuttavia, la proposta ha incontrato resistenze, inclusa l’idea di sanzioni ai genitori, considerata inaccettabile da diverse associazioni.
A livello europeo, il Parlamento ha approvato un voto che fissa a 16 anni l’età minima per accedere ai social media. Il Digital Fairness Act, atteso per il quarto trimestre del 2026, mira ad affrontare queste problematiche su scala continentale. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa 100.000 adolescenti italiani tra i 15 e i 18 anni sono a rischio di dipendenza da social media, con un ampio consenso pubblico a favore di misure restrittive.
La situazione attuale in Italia evidenzia una paralisi legislativa: vi è unanimità di intenti, ma scarsa progressione verso soluzioni concrete. Mentre il dibattito prosegue, altre nazioni fanno passi avanti con l’implementazione di normative e misure di controllo.
FAQ
Quali paesi hanno vietato l’accesso ai social media per i minori di 16 anni?
Attualmente, l’Australia, la Francia e la Turchia sono tra i paesi che hanno introdotto divieti per i minori di 16 anni.
Quali piattaforme sono incluse nel divieto australiano?
In Australia, i social media come Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat e YouTube sono vietati per utenti sotto i 16 anni.
Cosa prevede il disegno di legge italiano sui social media per i minori?
Il disegno di legge italiano prevede il divieto di attivazione di account social sotto i 15 anni e una verifica dell’età tramite un mini-portafoglio nazionale.
Qual è l’opinione pubblica in Italia riguardo al divieto di accesso ai social media per i minori?
Secondo il Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes, il 79% degli italiani è favorevole al divieto di accesso ai social per i minori.
Ci sono sanzioni previste per i genitori in Italia?
Le proposte includono sanzioni ai genitori, ma questa idea è stata considerata inaccettabile da diverse associazioni.

Da anni sono copywriter e redattore di blog di tematiche tech e internet. Tra le mie passioni il mondo tech e digital. Per il blog capitolivm.it mi occupo della realizzazioni di guide su sicurezza informatica, web e digital.
| Seguici sui Social |






