Arrestato sulla Tuscolana: nel bagagliaio cocaina rosa e “oro rosso”

L’episodio avvenuto in via Tuscolana, nel cuore di Roma, è ben più di una semplice operazione antidroga. Il fermo di un cittadino peruviano di 35 anni da parte dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile ha svelato un pacchetto di crimini piuttosto insolito: il traffico di sostanze stupefacenti affiancato alla ricettazione di rame, soprannominato l'”oro rosso”. Già noto alle forze dell’ordine, l’uomo a bordo di una Renault Clio è stato colto con le mani nel sacco durante un controllo di routine. Questo tipo di arresto è emblematico della multifunzionalità della criminalità urbana: un singolo individuo può gestire contemporaneamente attività di spaccio, che richiedono un contatto diretto con l’utente finale, e ricettazione di materiali preziosi rubati, che necessitano di una rete logistica per lo smaltimento. L’incrocio tra spaccio e ricettazione del rame suggerisce che il denaro guadagnato con la droga potrebbe finanziare l’acquisto di merce rubata, oppure, viceversa, il rame potrebbe essere una risorsa alternativa di liquidità.

La rarità della “cocaina rosa” e la filiera dello spaccio

Ciò che rende questo sequestro particolarmente degno di nota non è solo la quantità, ma la qualità di una delle sostanze trovate: la cosiddetta “cocaina rosa” o Tucibi. Sebbene i quantitativi (1,6 grammi) siano minimi rispetto ai sequestri di cocaina tradizionale (2 grammi), la cocaina rosa è un indicatore di una clientela di spaccio più selezionata e benestante. Questa sostanza sintetica, che in realtà è spesso un mix di ketamina, MDMA e coloranti, è molto più costosa e viene associata a party esclusivi e ambienti di lusso. Il ritrovamento di questa sostanza, affiancata a 32 grammi di marijuana e quasi mille euro in contanti (960 euro), delinea un quadro di spaccio a più livelli, capace di servire diverse fasce di consumatori, dalla clientela più ricca alla domanda più standard. La merce era evidentemente destinata alla vendita al dettaglio, con l’auto usata come un vero e proprio magazzino e punto di scambio mobile.

Il rame come merce di scambio: l’oro rosso nelle mani della criminalità

L’altro elemento di rilievo è il sequestro di 12 chili di bobine di rame nascoste nel bagagliaio. Il rame non è solo un metallo; è l’“oro rosso” che alimenta un mercato nero estremamente lucrativo a causa delle sue quotazioni elevate e del suo facile reimpiego. Il furto di rame, spesso prelevato da cavi elettrici, linee ferroviarie o cantieri, è un fenomeno criminale che causa milioni di euro di danni alle infrastrutture pubbliche e private. Questo metallo è il bottino preferito per la sua tracciabilità limitata e per la semplicità con cui può essere fuso e venduto a fonderie compiacenti. In questo contesto, l’originalità del ritrovamento sta nel collegare esplicitamente il traffico di droga alla ricettazione di beni primari. Il 35enne non stava solo vendendo droghe, ma sembrava fungere da anello di congiunzione in una catena criminale più ampia, probabilmente agendo come trasportatore o come punto di raccolta per il metallo rubato, oltre che come spacciatore.

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