Per anni Meta ha raccontato una visione molto chiara: il futuro del lavoro, del gioco e delle relazioni sarebbe passato dai visori VR. Riunioni in mondi virtuali, uffici digitali, videogiochi sempre più ambiziosi. Oggi quella narrazione si incrina in modo evidente. La chiusura di Quest for Business (l’ultimo nome era Meta Horizon Managed Services) non è solo la fine di un prodotto: è il segnale che una fase intera della strategia di Mark Zuckerberg sta venendo archiviata.
Il servizio dedicato alle aziende chiuderà definitivamente il 4 gennaio 2030. Una data che sembra lontana, ma che in realtà nasconde un ridimensionamento immediato e piuttosto netto. Già dal 20 febbraio 2026 Meta smetterà di vendere i visori Quest in versione “business” e non accetterà nuovi abbonamenti aziendali. Chi è già dentro potrà continuare a usare il servizio, ma senza più pagare nulla: il canone verrà portato a zero dollari al mese, una sorta di “grazie e arrivederci” che trasforma tutto in una piattaforma mantenuta al minimo indispensabile fino allo spegnimento finale.
Dalla VR agli Smart Glasses: la nuova scommessa di Meta dopo la chiusura di Quest for Business
C’è però una scadenza molto più ravvicinata e simbolica: Horizon Workrooms, l’app pensata per lavorare e collaborare in VR, chiuderà già il 16 febbraio 2026. Tutti i dati verranno cancellati. È un segnale forte: il metaverso come spazio di lavoro condiviso non è più una priorità, anzi, è qualcosa da chiudere in fretta.
Dal visore agli occhiali: dove sta andando davvero Meta Questo passo indietro non arriva da solo. Anzi, è parte di una settimana definita “nera” per Reality Labs, la divisione che si occupa di realtà virtuale e aumentata. Meta ha licenziato circa mille persone, circa il 10% del team, e ha preso decisioni che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate impensabili.
Sul fronte videogiochi, il colpo è durissimo. Sono stati chiusi tre studi VR di primo piano, responsabili di titoli importanti e apprezzati. Progetti molto attesi sono stati cancellati, incluso il seguito di Batman: Arkham Shadow e un gioco ambientato nell’universo di Harry Potter. Un messaggio chiarissimo: il gaming VR di alto livello non è più al centro della strategia. Tutto questo perché l’attenzione si sta spostando altrove. Meta punta ora su due pilastri: intelligenza artificiale e occhiali smart. I Ray-Ban Meta, per esempio, hanno venduto molto più del previsto nel 2025 e si sono dimostrati più vicini alla vita quotidiana delle persone rispetto ai visori VR, ancora percepiti come ingombranti e di nicchia.
E il mondo del lavoro? Qui si apre un vuoto interessante. Con Meta che si sfila, il mercato dei visori aziendali resta senza una soluzione davvero “per tutti”. Apple Vision Pro continua a presidiare la fascia super premium, usata da grandi marchi e contesti molto specifici, ma fuori da lì la strada è tutta da ridisegnare. Aziende che avevano investito nei Quest per formazione e simulazioni dovranno ripensare tutto nei prossimi anni. In definitiva, il metaverso non è morto, ma non è più quello che Meta voleva farci credere. E Zuckerberg sembra aver deciso che il futuro, almeno per ora, passa da qualcosa di molto più leggero… e molto più intelligente.

Luca Caviglia è un autore di capitolivm.it specializzato in tecnologia e internet. Si occupa di guide pratiche, approfondimenti digitali e novità dal mondo tech, con un focus su innovazione, servizi online e strumenti utili per semplificare la vita digitale. I suoi contenuti sono pensati per offrire informazioni chiare, aggiornate e facilmente fruibili, sia per utenti esperti sia per chi si avvicina al mondo digitale.





