I Castra Praetoria di Roma

Nel territorio che sorge tra la via Tiburtina e la via Nomentana, nella parte nord-est di Roma, fra Viminale ed Esquilino, si trovano le imponenti tracce dei Castra Praetoria, la caserma dei pretoriani. La struttura si estendeva su un’area di circa 440 x 380 m, dapprima protetta da mura alte circa 3-5 metri sotto l’imperatore Tiberio; danneggiate a causa delle guerre civili nel 69 d.C ma rinforzate in seguito sotto Vespasiano, vennero nel III secolo inglobate nelle Mura Aureliane. La struttura oggi ospita la sede Raggruppamento Logistico Centrale dell’Esercito Italiano e può vantare di essere la struttura militare più antica ancora in uso; una parte della struttura è stata, inoltre, ceduta al comune di Roma che l’ha resa sede della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

I Castra praetoria avevano la forma di un quadrato leggermente allungato, circondati da un recinto con il lato meridionale leggermente obliquo. Il grande forte era riservato ai pretoriani, corpo militare istituito durante l’ascesa di Ottaviano Augusto tra il 29 e il 20 a.C. La Guardia pretoriana era un reparto militare dell’Impero romano che costituì uno strumento degli imperatori romani decretandone molto spesso le fortune. Venne utilizzata per i compiti più disparati, dalla guardia al corpo dell’imperatore, ai servizi segreti, ai compiti amministrativi e di polizia fino anche all’aiuto dei vigiles nello spegnere gli incendi. I Pretoriani restavano in servizio solo sedici anni, invece dei 20-25 anni dei legionari, rendendolo un corpo privilegiato e ambito.

All’interno dei Castra praetoria gli ambienti si susseguivano per tutta la lunghezza delle mura, mentre il cuore della grande costruzione era occupato da due lunghe file di edifici, probabilmente su due livelli, visto il rinvenimento di scale nel sito. All’interno, oltre agli alloggi dei soldati, erano collocate la sede del comando (praetorium), l’armeria (armamentarium), l’ospedale (valetudinarium), sacelli e templi. Tra di essi correvano strade interne.

La caserma fu edificata in epoca tiberiana per ospitare, sotto consiglio del suo prefetto al pretorio Seiano, 9 coorti. Modifiche e migliorie furono effettuate nei secoli successivi da Aureliano, Massenzio, Onorio e dai Bizantini. Ulteriori operazioni di restauro avvennero in età moderna e contemporanea dal XVI secolo fino alla seconda metà del Novecento, con i lavori più recenti per la biblioteca e la fermata della metropolitana in cui furono trovati resti delle strutture interne. Nel 1800 fu rinvenuto nelle vicinanze del sito un deposito di anfore.

Castra Praetoria: north wall

Della caserma oggi rimangono 3 lati e si intravedono le tracce del quarto lato ovvero quello ovest, interamente costruiti in opera laterizia. Addossate al muro di cinta, vi erano celle in opera reticolata ricoperte da una volta a botte al di sopra della quale era situato il camminamento della ronda. Al centro dei lati, erano situate 4 porte, resti delle quali sono ancora visibili sui lati settentrionale e orientale: la praetoria, la decumana, la principalis sinistra e la principalis dextera. Le parti più esterne seguivano la conformazione delle mura di cinta mentre nella parte centrale della Castra praetoria vi erano due file di edifici tra cui intercorrevano delle strade.

Castra Praetoria

In età medievale l’area fu occupata da orti e vigne e alla fine del XVI secolo dal palazzo del “Noviziato dei Gesuiti”. Nel XIX secolo venne realizzata una caserma, prima dell’esercito pontificio e poi di quello italiano. I resti degli edifici che costituivano il complesso furono rinvenuti in parte a fine ‘800, durante i lavori del viale Castro Pretorio, e a metà del ‘900 durante quelli della Biblioteca Nazionale Centrale. Sul lato rivolto alla città, sono tornati alla luce i resti di un arco onorifico, probabilmente abbattuto da Costantino quando fu decretato lo scioglimento della guardia pretoriana. Oggi le imponenti mura, rappresentano uno dei prodigi architettonici antichi che si possono ammirare a Roma. Giunte ben conservate sino a noi, costituiscono un elemento architettonico notevolmente suggestivo, che impressiona ancora oggi per la sua solidità e funzionalità.

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