Un maxi blitz delle forze dell’ordine ha scosso il campo rom di via Luigi Candoni, alla Magliana Vecchia. L’operazione, coordinata dal distretto San Paolo e che ha visto la partecipazione congiunta di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale di Roma Capitale, è scattata all’alba, con l’obiettivo di setacciare l’area e scovare attività illecite. L’intervento ha permesso di scoprire un ingente quantitativo di refurtiva, che era stata abilmente nascosta all’interno della baraccopoli.
I controlli hanno portato alla luce un vero e proprio “tesoro” rubato: borse e cinture di lusso, profumi e capi di abbigliamento di marca, alcuni dei quali erano raccolti in trolley e occultati con cura. Il materiale, verosimilmente destinato al mercato nero, era in parte già stato abbinato a denunce di furto. Per gli oggetti che non sono ancora stati identificati, la Guardia di Finanza procederà con il tracking per risalire alla filiera di vendita e rintracciare i legittimi proprietari. Le vittime di furti e rapine ora hanno la possibilità di visionare il materiale sequestrato per recuperare i propri beni in modo che possano riottenere i loro oggetti che pensavano dispersi.
Identificazioni e controlli mirati
Durante il blitz, decine di persone sono state identificate. Alcune di esse avevano precedenti per reati contro il patrimonio. Due individui di origine bosniaca sono stati accompagnati presso l’ufficio immigrazione per accertamenti sulla loro posizione e per valutare un’eventuale espulsione e il rimpatrio nel loro Paese d’origine. L’operazione non è stata un caso isolato, ma segue di una settimana un altro controllo dei Carabinieri, a conferma dell’impegno delle forze dell’ordine per contrastare l’illegalità nella zona.
Questi blitz sono indubbiamente importanti per ripristinare la legalità e restituire giustizia alle vittime dei furti. Tuttavia, il problema non si risolve solo con operazioni di polizia. La presenza di refurtiva e la criminalità all’interno di questi insediamenti sollevano una questione più profonda: la necessità di un’azione a lungo termine che vada oltre la semplice repressione. È fondamentale investire in programmi di inclusione sociale e di educazione alla legalità. La vera sicurezza si costruisce anche integrando e offrendo opportunità a chi vive ai margini, per spezzare il ciclo di povertà e criminalità. La visione originale sta nel non vedere il campo rom solo come un luogo di illegalità, ma come una sfida complessa che richiede un approccio multifattoriale. La sicurezza di una città dipende anche dalla capacità di affrontare le radici dei problemi, non solo i loro sintomi.