Tra il II e il III secolo d.C. si attesta una trasformazione nei sistemi di gestione delle aziende agrarie romane che, oltre a costituire un fenomeno di interesse in sé, può essere considerata la manifestazione di una crisi in atto. La villa schiavistica aveva ormai esaurito il suo ciclo di centro produttivo autonomo. Un numero significativo di ville vennero abbandonate così che l’estensione fondiaria fu parcellizzata in varie unità minori, in preminenza a conduzione indiretta, amministrata da grandi e piccoli affittuari. Fu in tale modo innescato un processo di limitazione del mercato, che si avviò verso una dimensione regionale. (altro…)