Libero, insieme alla sua sposa Libera, erano due antica divinità italiche garanti della fertilità e della coltivazione della vite; prima della pigiatura (durante la vendemmia) a loro si sacrificava, affinché garantissero la trasformazione del mosto in vino. Legato a Cerere, col tempo, Libero venne identificato con Bacco, mentre Libera divenne Arianna o Core/Proserpina.

Nell’ara dedicatagli sul Campidoglio, Libero era rappresentato da un fallo, e durante i Liberalia si venerava un simbolo fallico scortato nei campi affinché ne propiziasse la fecondità, mentre in città veniva incoronato dalle matrone per allontanare il malaugurio.

In questo giorno, le sacerdotes liberi, delle donne anziane col capo coronato d’edera, stavano agli angoli delle vie offrendo le liba, focacce ricoperte di miele, da sacrificare a Libero. Inoltre, venivano offerti pubblici banchetti e dei giochi che richiamavano la popolazione dalle campagne.

Alle origini, probabilmente la festa veniva celebrata in ambiente rurale, Virgilio racconta i momenti della festa di Bacco–Libero: scherzi, canti, risate, la gente indossava maschere fatte di cortecce e ai rami degli alberi si appendevano oscilla, focacce e un capro venivano sacrificati alla divinità.

Il legame di Libero con la germinazione, soprattutto ai succhi umidi per cui veniva associato al seme maschile, chiarisce l’associazione col rito di passaggio dei giovani, che entravano sotto la tutela di Marte venendo chiamati al loro dovere di difendere la Patria. Il 17 Marzo era anche il giorno in cui i ragazzi di un’età compresa tra i 12 e i 19 anni diventavano uomini, lasciavano la toga praetexta, consacrandola ai Lari e ai Penati e forse anche a Ercole, per indossare quella virilis, detta anche pura (perché bianca) o libera.

Dopo un sacrificio agli Dei domestici, i giovani lasciavano la loro casa in corteo (accompagnati dal padre e dagli amici), passavano dal Foro o dal Tabularium per essere iscritti alla tribù d’appartenenza e ricevere i tria nomina, e infine raggiungevano il Campidoglio dove sacrificavano a Libero e/o a Giove. In età imperiale, al tempio di Marte Ultore, i giovani lasciavano la bulla, l’amuleto appeso al collo che li aveva protetti dagli spiriti negativi durante l’infanzia.

Le ragazze invece, consacravano le loro bambole ai Lari, sopra il focolare domestico.

Liberalia

Tra le varianti di toga ci sono:


BIBLIOGRAFIA

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