28 aprile/1° maggio – Floralia e Ludi Florales

Flora era l’antica dea italica, forse di origine sabina, della fioritura, dei giardini e delle spighe di grano; collaborava con Cerere alla grandezza del raccolto e veniva invocata affinché proteggesse le colture dal freddo e dal caldo.

Varrone racconta che il primo a offrire un altare a questa dea fu Tito Tazio, re dei Sabini e suocero di Romolo, col quale regnò su Roma dopo il famoso ratto. In età repubblicana, Flora aveva anche il proprio sacerdote: il flamen Floralis, uno dei flamines minores plebei.

All’interno della festività erano compresi i cosiddetti Ludi Florales istituiti, su indicazione dei Libri Sibillini, nel III secolo a.C. per evitare una carestia.

Le giornate di questo periodo festivo dovevano passare in allegria, tra scurrilità e schiamazzi ci si scambiava spighe di grano, vestendo di vivaci colori e indossando ghirlande fiorite. Si tenevano dei ludi scoenici, con mimi e prostitute, delle venationes, cacce con capre e lepri nel Circo, oltre a lanci di fave, simbolo di fecondità e ricchezza. I riti ufficiali venivano presieduti dal flamen Floralis, mentre in privato le vergini propiziavano la dea nei campi.

La festività venne ufficialmente istituita nel 283 a.C., quando venne consacrato il tempio della dea sul Quirinale. Il tempio di Flora sull’Aventino invece, si trovava vicino a quello di Cerere.

Raffigurazione di Cerere e Proserpina, tra spighe di grano e ghirlande fiorite, nel soffitto del cubicolo O dell’ipogeo di Via Dino Compagni, Roma

Antonietta Patti
Archeologa


BIBLIOGRAFIA

  • Ferrari, Dizionario di Mitologia, UTET, Novara 2015;
  • Ovidio Nasone, Fasti, libro IV;
  • Marco Terenzio Varrone, De lingua Latina, V.
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