Nel 1457 il cardinale allora titolare della chiesa di San Lorenzo in Lucina, Filippo Calandrino, fu involontariamente protagonista di una delle scoperte più stupefacenti della storia archeologica di Roma. Durante i lavori di ristrutturazione delle fondamenta del palazzo Fiano-Almagià, (sulla piazza di San Lorenzo in Lucina, alla sinistra della chiesa) e di erezione della cappella dei Santi Filippo e Giacomo (l’attuale sacrestia della chiesa), infatti, venne in luce, a otto metri di profondità rispetto al piano stradale attuale, un intero settore dell’horologium fatto costruire dall’imperatore Augusto nel 10 a.C.: una delle più grandiose opere della Roma antica, che originariamente misurava ben centosessanta metri per settantacinque. (altro…)