11 ottobre – Meditrinalia

I Meditrinalia sono una festività legata alla produzione del vino, segnavano infatti la fine della vendemmia. Il vino nuovo, ossia il mosto che doveva fermentare nei dolia sotto la protezione della dea Meditrina, in questo giorno veniva mescolato col vino vecchio, cosicché s’interrompesse la fermentazione per iniziare l’affinamento.

Meditrina era la divinità delle medicine e della guarigione. Di lei non abbiamo molte notizie, se non la spiegazione sull’origine del nome da parte di Festo e Varrone. Festo riporta che l’11 Ottobre era uso pronunciare “Vetus novum vinum bibo, veteri novo morbo medeor” (“bevo del vino nuovo col vecchio; col vino vecchio risano una nuova malattia”) al primo assaggio di vino nuovo.

Secondo Varrone, il nome della dea e della festa derivavano da mederi (“medicare”), indicando la pratica con cui si applicava un medicamentum al vino. Dato che il mosto, ovvero il succo dell’uva, possedeva un basso grado alcolico spremuto da poco, era uso mescolarlo col mosto dell’anno precedente (conditura). Questo ne aumentava il grado ed evitava che il mosto andasse a male durante i mesi (fino ad Aprile dell’anno successivo) che doveva passare nei dolia. Perciò il vecchio vino veniva usato come medicamento per il vino nuovo.

Columella descrisse questo processo per quanto riguarda il defrutum, il vino bollito e aromatizzato, al quale veniva aggiunto il defrutum dell’anno passato, per migliorarne il sapore.

Tuttavia, se Meditrina governava la particolare operazione di mescolatura del vino nuovo, tutto il processo vinicolo era sotto la protezione di Giove, al quale era obbligo in questo giorno versare una libagione di vino vecchio e di vino nuovo.

Inoltre, Festo riporta di primizie di vino offerte anche a Libero/Bacco, versate con recipienti chiamati “sacrima”, lo stesso termine usato per indicare proprio il mosto non ancora fermentato.

Sia Varrone, vissuto nel I secolo a.C., che Festo, vissuto nel II secolo d.C., riferiscono però che di questa festa si era perso l’antico significato, nonostante essa fosse stata rivitalizzata in età augustea. I Meditrinalia infatti, non compaiono nel Calendario Filocaliano del IV secolo d.C.

Dettaglio dell’affresco con scena di banchetto, I secolo d.C., Casa dei Casti Amanti, Pompei.

Antonietta Patti
Archeologa


BIBLIOGRAFIA

  • Lucio Giunio Moderato Columella, Opera Agricolationum, XII, 19-21;
  • Sesto Pompeo Festo, De verborum significatu, 123; 318-319;
  • A. Ferrari, Dizionario di Mitologia, UTET, Novara 2015;
  • G. Mancini, “Meditrinalia”, in Enciclopedia Italiana Treccani, Roma 1934;
  • Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, vol. XIV, 24, 120-121;
  • Marco Terenzio Varrone, De lingua Latina, libro VI, 21.
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