13/15 agosto – Feriae Augusti

Feriae Augusti

Le Feriae Augusti, ovvero “vacanze di Augusto”, era un periodo festivo che durava tutto il mese di Sextilis, secondo il volere di Ottaviano Augusto, che in questo modo donò al popolo romano un intero mese nel quale non doveva lavorare.

Nel 18 a.C. il Senato proclamò Gaio Giulio Cesare Ottaviano “Augusto”, ossia “venerabile” e “sacro”, e gli dedicò il mese di Sextilis che cambiò nome in Augustus, dal quale deriva il nostro Agosto.

Questo mese possedeva molte festività legate alle attività agricole, per un totale di 25/26 giorni festivi, tutte separate tra loro, fino al 21 a.C., quando vennero tutte accorpate sotto i festeggiamenti in onore del Princeps. Il nome del periodo festivo venne modificato in Feriae Augustales e i raccolti vennero dedicati a colui che era garante della pace e dell’abbondanza.

In questo mese festivo i templi della città venivano lasciati aperti, e davanti ai santuari spesso banchettava il popolo, in pranzi offerti dallo Stato. Lo stesso popolo che usava organizzare giochi e corse, oltre che abbellire gli animali da soma senza farli lavorare.

Il fulcro di questo periodo festivo era la festa dei Nemoralia del 13 Agosto, dedicata a Diana, dea della luna e divinità protettrice delle partorienti. Per Diana si compivano alcuni rituali nel tempio della dea sull’Aventino, in una festa che riuniva schiavi e padroni.

La realizzazione del santuario di Diana sull’Aventino, consacrato proprio il 13 Agosto, si doveva a Servio Tullio, sesto re di Roma, che avrebbe riunito i popoli della Lega Latina per trovare i fondi necessari alla costruzione di un edificio templare sull’esempio di quello dedicato alla stessa dea a Efeso. I nomi dei popoli che avevano partecipato alla realizzazione del santuario erano iscritti, insieme ai decreti del concilio, su una stele di bronzo posta proprio di fronte all’edificio.

Il tempio fu ricostruito da Lucio Cornificio in età augustea, per questo prese il nome di aedes Dianae Cornificianae, ed era un edificio octastilo, poiché possedeva una doppia fila di otto colonne sui lati. Il tempio sarebbe stato edificato nell’area dove oggi si trovano le chiese di Santa Sabina e di Sant’Alessio.

Feriae Augusti

Cammeo con profilo di Ottaviano Augusto, I secolo d.C., British Museum, Londra.

Antonietta Patti
Archeologa


BIBLIOGRAFIA

  • Dionigi di Alicarnasso, Ῥωμαικὴ ἀρχαιολογία (Antichità Romane) IV, 26;
  • A. Ferrari, Dizionario di Mitologia, UTET, Novara 2015;
  • Tito Livio, Ab Urbe Condita, libro I, 45;
  • Plutarco, Moralia, Quaestiones Romanae, 4; 100;
  • C. Svetonio Tranquillo, De Vita Caesarum, Augusto, XXIX;
  • Marco Terenzio Varrone,  De lingua Latina, libro V, 43.
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