5 gennaio – Vica Pota

Vica Pota era una divinità delle origini venerata presso un fanum, un altare costruito alle pendici nordoccidentali del monte Velia, nella stessa area della casa di Valerio Publicola, che vi costruì un edificio modesto dopo che venne accusato di voler diventare re. É anche possibile che Vica Pota fosse il nume tutelare del monte Velia.

Vica Pota veniva festeggiata il 5 Gennaio, sia in campagna, in relazione ai buoni raccolti, che in città, augurando ai militari un buon addestramento e le conseguenti vittorie. Gli uomini infatti, in occasione di questa festa, indossavano i paramenti militari andando in giro per la città.

Nelle caserme invece, veniva svolto un rituale e un banchetto, per chiedere alla dea di accompagnare i soldati durante il loro addestramento. Il sacello sulla Velia veniva ornato di ghirlande fiorite, nastri e iscrizioni relative al successo militare, dove si offrivano alla dea libagioni di vino.

Se per gli autori antichi lei era “Colei che possiede vittoriosa”, facendo derivare il suo nome da Vincire et Potiri (“vincere e impadronirsi”); gli studiosi di oggi credono invece che Vica Pota fosse la “Signora del vicus” o “Signora del popolo”, prendendo in considerazione il sanscrito viçam pati.

Doveva essere una divinità venerata nel Settimonzio, il primitivo insediamento fatto di villaggi (vici) sui sette montes dal quale sarebbe sorta Roma, che finì per essere dimenticata e poi confusa con la dea della vittoria e del potere. Già nel III secolo a.C., il suo altare venne soppiantato da un tempio costruito per la dea Vittoria, e Vica Pota venne assimilata alla nuova dea.

Nell’Apokolokyntosis, Seneca la indica quale madre di Dis Pater, identificabile con Plutone.

5 gennaio - Vica Pota

Ali di Vittoria (I secolo d.C.) ritrovate nel criptoportico della Domus Tiberiana, Museo Palatino nel Parco Archeologico del Colosseo, Roma (foto di A. Patti).

Antonietta Patti
Archeologa


BIBLIOGRAFIA

  • Arnobio, Adversus Nationes, III, 25;
  • Marco Tullio Cicerone, De Legibus, II, 28;
  • A. Ferrari, Dizionario di Mitologia, UTET, Novara 2015;
  • Tito Livio, Ab Urbe Condita, libro II, 7;
  • Plutarco, Βίοι Παράλληλοι (Vite parallele), Publicola, X, 4;
  • Lucio Anneo Seneca, Apocolocyntosis Divi Clavdii, IX.
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