21 maggio – Agonalia di Veiove

Dopo quella di Gennaio e Marzo, e prima di quelle di Dicembre, il penultimo giorno della festività degli Agonalia era dedicato a Veiove. A questo dio veniva sacrificato un montone dal rex sacrorum, l’officiante di questo rituale.

Veiove era un’antica divinità italica. Secondo Varrone, il culto di Vediovis fu fondato da Tito Tazio, re dei Sabini, dopo il ratto delle Sabine e la successiva pace di quel popolo coi Romani. Secondo altri autori il culto sarebbe giunto a Roma da Alba Longa, ma solo dopo la distruzione della città, contro la quale si era mosso Tullio Ostilio, terzo re di Roma.

È probabile che, in origine, Veiove fosse una divinità protettrice dei supplici, capace di purificare coloro che chiedevano asilo affinché riuscissero a unirsi alla comunità. Era il protettore dei fuggiaschi e degli schiavi manomessi (liberati), tanto che il tempio in suo onore sul Campidoglio era sorto dove Romolo aveva eretto l’asylum Romuli.

Secondo alcuni autori, il nome indicherebbe un’antica raffigurazione di Giove da giovane, accompagnato dalla capra Amaltea che lo aveva allattato. Secondo altri, il nome designerebbe l’accezione di Giove che reca danno e pericolo ai mortali. Altri ancora trovarono nel nome un’indicazione a una raffigurazione etrusca di Giove a Veio.

Rilievo con scene di sacrificio dell’Ara Pietatis, I secolo d.C., conservati a Villa Medici, calchi esposti al Museo dell’Ara Pacis, Roma (foto di A. Patti).

Antonietta Patti
Archeologa


BIBLIOGRAFIA

  • Aulo Gellio,Noctes Atticae, libro V;
  • A. Ferrari, Dizionario di Mitologia, UTET, Novara 2015;
  • P. Ovidio Nasone, Fasti, libro III;
  • Tito Livio,Ab Urbe Condita, libro XXXV;
  • Plinio il Vecchio,Naturalis Historia, libro XVI;
  • Ambrogio Teodosio Macrobio, Saturnalia, I, 4, 15;
  • Marco Terenzio Varrone, Delingua Latina, libro V.
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