L’occhio degli Dei

La Festa del Cinquantesimo Giorno (Pentekosté Heméra), meglio conosciuta come Pentecoste, è tra le più antiche (insieme alla Pasqua) tra quelle che oggi vengono celebrate nella nostra cultura religiosa.
La “Festa di Ringraziamento” affonda infatti le sue radici nella tradizione ebraica che la adottò da rituali che si perdono nella notte dei tempi, legata come era alla “Festa della Mietitura e delle Primizie”. (Es 23,16 – DT 16,10)
Nel suo percorso di evoluzione interpretativa diviene il giorno nel quale si celebra il dono della Nuova Legge di Dio a Mosè sul Monte Sinai (Shavuot) e si colloca sette settimane dopo la fuga dall’Egitto, la Pasqua ebraica (Pesach).

giottopentQuesta interpretazione rimane invariata sino ad oggi nella tradizione ebraica mentre cambia radicalmente in quella cristiana. Questa infatti celebra, in tale ricorrenza, la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, la Vergine Maria e per conseguenza sulla Chiesa, strumento della missione evangelizzatrice nel mondo. (Atti 2,1-11)

In entrambi i significati, ebraico e cristiano, l’evento assume un’importanza assoluta ancorché poco partecipata al di fuori dei credenti osservanti.
A Roma tuttavia questa ricorrenza ha trovato un tempio entro il quale, vivere l’evento, può costituire un’esperienza quasi mistica che affascina migliaia di turisti e fedeli ogni anno, ben oltre i significati della esegesi e liturgia cristiana.

pantheonIl Pantheon*, con il suo occhio aperto verso il cielo, l’occhio degli Dei, è il luogo dove il miracolo della discesa dello Spirito Santo, in forma di fiammelle sugli Apostoli, si perpetua attraverso una pioggia di petali di rosa rossa che, in un magico gioco di luci, discendono dolcemente dall’oculo su di un mare di mani tese e trepidanti.
È affascinante pensare che questa ricorrenza che, sia nella tradizione ebraica sia in quella cristiana segna un inizio, abbia, proprio nel primo tempio pagano di Roma convertito al culto cristiano, la sua più suggestiva celebrazione.

Questo tempio fondato da Agrippa tra il 27 e il 25 a.C. ad uso privato e dedicato ai dodici Dei e ad Augusto fu ristrutturato ed ampliato nella forma attuale, dopo un incendio, da Adriano nel 118-128 d.C. e nel 608 fu donato dall’imperatore Foca al papa Bonifacio IV che la ribattezzò con il nome di S. Maria ad Martyres a ricordo dei resti di molti martiri cristiani traslati qui dalle varie catacombe dell’urbe. Da sempre questa opera monumentale è considerata un capolavoro di ingegneria che nelle sue intuizioni architettoniche non aveva precedenti, almeno nelle proporzioni (vedi Tempio B area sacra di Largo Argentina).

sferapantheonportapantheon_fotocarboniero2015Punto di arrivo dell’evoluzione architettonica romana e punto di partenza di ogni evoluzione futura di questo genere di costruzione monumentale, il Pantheon, è un miracolo di proporzioni e significati. La più grande cupola sferica esistente, la sfera perfetta contenuta nelle sue proporzioni interne, il camaleontico utilizzo di materiali diversi dalle fondamenta a salire verso l’oculo per contenerne i pesi, l’astronomica* precisione con la quale il sole disegna lo scorrere del tempo ed incontra col suo fascio di luce l’entrata del tempio all’ora mezza nel periodo che abbraccia l’equinozio di primavera (21 marzo) ed il Dies Natalis* di Roma (21 aprile), il gioco di luci che illude lo sbalordito visitatore che la maestosa volta sia sospesa quasi senza peso sopra la propria testa, tomba di artisti illustri e di re.

pentecoste_pantheon_fotocarboniero2015È in questa “rivelazione” architettonica che trova la sua naturale collocazione simbolica la rievocazione del “Dono della Pentecoste” che, attraverso la pioggia di petali
rossi, ogni anno ricorda, secondo l’antica tradizione cristiana, la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e sulla Vergine accomunando in una unica suggestione dell’anima il sacro ed il pagano, magia che in nessun posto al mondo come a Roma può essere vissuta così pienamente.

Bruno Carboniero
©Riproduzione riservata

– Pentecoste al Pantheon 24 Maggio 2015, ore 10,30 S.Messa e a seguire la pioggia di petali (l’accesso durante la funzione è proibito e l’ingresso successivo può essere complesso in caso di iperafflusso)

* Si raccomanda vivamente la visione


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