11 gennaio – Iuturnalia

11 gennaio - Iuturnalia

L’11 Gennaio si festeggiava Giuturna, ninfa delle acque, custode dell’acqua corrente e degli stagni, divinità invocata soprattutto durante i periodi di siccità. La sua fonte è ancora oggi situata nell’area del Foro Romano.

Il lucus Iuturnae era situato tra i templi dei Dioscuri e l’aedes di Vesta, caratterizzata da un’acqua ritenuta molto salubre, utilizzata nei rituali pubblici. Il primo laghetto con annesso altare dedicato alla dea risaliva al VI secolo a.C. e col tempo fu abbellito dalle statue dei Dioscuri e di Esculapio. La salubrità dell’acqua infatti, legava questo specchio d’acqua al dio della medicina Esculapio. Mentre Castore e Polluce vi erano collegati poiché, quando comparvero al Foro, per annunciare la vittoria romana sui Latini nella Battaglia del Lago Regillo (V secolo a.C.), essi fecero abbeverare i loro cavalli proprio alla fonte di Giuturna.

Il culto di Giuturna venne importato a Roma probabilmente da Lavinio, dove la dea era celebrata quale guardiana di una fonte nota per la sua salubrità nei pressi del fiume Numico, alla cui foce era sbarcato Enea. D’altronde la ninfa Giuturna venne citata come figlia di Dauno e sorella molto protettiva di Turno, re dei Rutuli e nemico di Enea per la mano di Lavinia (in onore della quale Enea fondò la città di Lavinio).

Tuttavia, le fonti riportano che esisteva anche un “lago di Giuturna” vicino Alba Longa, da dove forse il culto è stato diffuso tra le varie città della Lega Latina. Il suo corrispettivo etrusco era forse Uthur, ed è probabile che il suo nome derivi dal temine iuvare (“giovare”) per il giovamento che l’acqua pura fornisce all’Umanità.

Il mito romano trasformò questa ninfa nella moglie di Giano, motivo per cui forse veniva celebrata nel mese dedicato al marito (Gennaio), col quale concepì Fonto, dio delle sorgenti. Una versione del mito racconta che Giuturna fosse una donna mortale, e che l’immortalità e il potere sulle acque furono i doni di Giove, che era stato suo amante.

Venerata da tutti gli artigiani che lavoravano con l’acqua, Giuturna era il nume tutelare proprio dei fontani, una corporazione che la festeggiava in maniera particolare in questo giorno. Come  in occasione dei Fontinalia (festa in onore di Fonto celebrata il 13 Ottobre), anche per Giuturna venivano costruite delle ghirlande fiorite che le venivano offerte gettandole nelle sorgenti e nei pozzi.

Un tempio dedicato alla dea l’11 Gennaio sorgeva nel Campo Marzio, vicino una fontana al termine dell’acquedotto Vergine, nei pressi di Porta Fontinalis (che prende il nome dal tempio dedicato a Fonto). Gli studiosi suppongono che il tempio di Giuturna fosse uno degli edifici sacri di Piazza Largo Torre Argentina: forse il tempio A, costruito nel 241 a.C. come ex voto di Gaio Lutazio Catulo, per la vittoria su Cartagine nella Battaglia delle Isole Egadi, durante la Prima Guerra Punica. All’interno del santuario, Giuturna era ritratta mentre offriva del cibo a dei viaggiatori che stavano bevendo da una fonte.

11 gennaio - Iuturnalia

Fonte di Giuturna al Foro Romano, Parco Archeologico del Colosseo, Roma (foto di A. Patti).

Antonietta Patti
Archeologa


BIBLIOGRAFIA

  • Arnobio, Adversus Nationes, III, 29;
  • Lucio Cassio Dione Cocceiano, Historia Romana,  LIV, 11;
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  • A. Ferrari, Dizionario di Mitologia, UTET, Novara 2015;
  • Tito Livio, Ab Urbe Condita, libro II, 20;
  • P. Ovidio Nasone, Fasti, libro I, 463-464;
  • Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, vol. XXXI, 25;
  • Plutarco, Βίοι Παράλληλοι (Vite parallele), Emilio Paolo, XXV;
  • Servio Mario Onorato, Commentarii in Vergilii Aeneidos libros, XII, 139;
  • Publio Virgilio Marone, Aeneis, XII, 138-150.
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