23 maggio – Feriae Volcani

Antica festività latina dedicata al fuoco creatore e quindi particolare festa per i fabbri. I giochi realizzati in questa giornata venivano dedicati al dio Vulcano.

Figlio di Giove e Giunone, e marito di Venere, Vulcano trovava il suo corrispettivo greco in Efesto ed etrusco in Velchanos, dei quali condivideva l’area d’influenza. Dalle sembianze di uno storpio, era il dio del fuoco creatore che si usava nelle fucine per la produzione di utensili e di opere artistiche, sia del fuoco distruttivo come quello dei vulcani. Il suo culto era uno dei più antichi di Roma, possedeva un sacerdote il flamen Volcanalis (tra i flamines minores plebei ) ed era collegato a quello di Vesta (divinità del fuoco domestico e protettrice dello Stato) tant’è che già nella Roma arcaica i templi di questi due dei erano situati vicini. Numerosi altari furono dedicati al dio, soprattutto fuori dalla cinta muraria, mentre il primo vero tempio gli venne edificato nelle vicinanze del Circo Flaminio (area dell’attuale ghetto ebraico) nel III secolo a.C.
I
Ludi comprendevano diversi tipi di gare d’atletica (riprendendo una pratica dei greci, chiamati cincenses), gladiatori (munera) e spettacoli teatrali (ludi scaenici)

La fucina di Vulcano di Diego Velázquez. 1630, Il Prado, Madrid

Antonietta Patti
Archeologa


BIBLIOGRAFIA
A. Ferrari, Dizionario di Mitologia, UTET, Novara 2015;
Tito Livio, Ab Urbe Condita, libro IX, 46,6.

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