4/19 settembre – Ludi Romani (Ludi Magni)

Dal 4 al 19 Settembre si svolgevano i Ludi Magni o Ludi Romani, i più importanti giochi del calendario romano. Indetti in onore di Giove da Tarquinio Prisco (quinto re di Roma), secondo Festo e Tito Livio, per celebrare la conquista della città di Apiole avvenuta nel VI secolo a.C. Oppure dopo la vittoria del Lago Regillo sui Latini, secondo Dionigi di Alicarnasso. O ancora, al termine del primo anno della Repubblica, dopo la cacciata dei Tarquini: il 13 Settembre del 508 a.C., lo stesso giorno in cui venne dedicato il tempio di Giove Ottimo Massimo.

La festività si apriva con una fastosa “sfilata” processionale, che partiva dal Campidoglio e terminava al Circo Massimo, passando dai fori (Romano e Boario). La processione veniva condotta dai magistrati che facevano il percorso come trionfatori: su una biga, indossando la toga praetexta e una corona d’oro. Dopodiché giungevano i cavalieri, gli aurighi, i concorrenti dei giochi, i danzatori di pyrrhica (che indossavano una tunica rossa ornata da una cintura di bronzo, ed erano armati di spada e lancia), insieme a coloro che ballavano il sicinnis vestiti da satiri e sileni lanciando battute oscene, seguiti dai suonatori di flauto e di lira, dagli incensieri, da ragazzi e fanciulle in festa. Infine, v’erano tutti i collegi sacerdotali, con le immagini di tutte le divinità onorate a Roma portate sulle spalle. Al termine della processione, i magistrati sacrificavano dei buoi, offrendo libagioni di vino e cospargendo la carne con semola di farro, prima di portarla ai sacerdoti.

Una volta terminata questa processione, avevano inizio i giochi: gare di carri e di cavalli, corse di guerrieri, competizioni tra desultores (soldati-acrobati che saltavano armati sui carri o sui cavalli), lotta e pugilato.

Se questo periodo festivo venne indetto per la prima volta come evento occasionale, da perpetrare in momenti di pericolo, col passare del tempo divenne una festa sempre più presente e ne venne stabilita l’annualità. Tito Livio ci informa che i ludi vennero eseguiti per la prima volta nel 491 a.C., mentre nel 322 a.C. sono citati come feriae stativae (festività fissa). Della loro organizzazione se ne occupavano gli edili, ma era obbligatorio che i rituali venissero celebrati dai consoli.

Originariamente la festa durava un solo giorno, ne fu aggiunto un secondo dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo, il terzo venne inserito dopo la secessione della plebe nel V secolo a.C. e un quarto quando terminarono gli scontri tra patrizi e plebei nel 367 a.C. (nell’occasione in cui venne votata la costruzione del primo tempio della Concordia). Nel II secolo a.C. i Ludi Magni duravano 10 giorni, ma nel 44 a.C il numero era già salito a 15, e dopo la morte di Cesare, in suo onore, venne aggiunto il 16° giorno.

Antonietta Patti
Archeologa


BIBLIOGRAFIA

  • Marco Tullio Cicerone, In Verrem, I, 10;
  • Marco Tullio Cicerone, Philippicae, II, 43;
  • Dionigi di Alicarnasso, Ῥωμαικὴ ἀρχαιολογία (Antichità Romane) VI, 95; VII, 71-72;
  • A. Ferrari, Dizionario di Mitologia, UTET, Novara 2015;
  • Sesto Pompeo Festo, De verborum significatu, 122;
  • Tito Livio, Ab Urbe Condita, libro I, 35, 9; libro II, 36; libro VI, 42, 12; libro VIII, 40, 2; X libro XXIII, 29, 5; libro XXXIX, 22, 1;
  • Plutarco, Βίοι Παράλληλοι (Vite parallele), Camillo, XLII.

Foto anteprima: Di Jean-Pierre Dalbéra from Paris, France – Maquette de Rome (musée de la civilisation romaine, Rome), CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24668983

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