The Unusual Italy: le Terme di Caracalla

Ciao a tutti amici di Capitolium! Oggi inizia la nostra nuova avventura alla scoperta delle curiosità che ruotano intorno ai siti archeologici, più o meno famosi, che si trovano sparsi per la nostra bellissima Capitale, Roma.

Ed iniziamo col botto! Infatti la nostra prima tappa saranno le bellissime Terme di Caracalla!

Le Terme di Caracalla si trovano in viale Terme di Caracalla, 52 nel Rione Celio. Per arrivare con i mezzi pubblici è semplicissimo, perché passa da lì la linea B (Blu) della Metro, stazione Circo Massimo; se preferite viaggiare in autobus, le linee da prendere sono la 760 o la 628. In entrambi i casi, qualche metro a piedi e giungerete a destinazione.

Dette anche Terme Antoniniane, le Terme di Caracalla rappresentano uno dei più grandi complessi termali al mondo, nonché uno dei meglio conservati di tutta la storia romana. Qui su Capitolium potete trovare un’ottima descrizione della storia e dell’architettura del sito, insieme a me vedremo le curiosità e le storie che si nascondono tra queste mura.

Prima di entrare dobbiamo avere i biglietti, che si possono acquistare sul sito www.coopculture.it; il prezzo del biglietto d’ingresso, comprensivo di diritto di prevendita, è di 10€ l’intero e di 4€ il ridotto. Per quanto riguarda gli orari d’apertura, solitamente si può accedere dal giovedì alla domenica, dalle 9:00 alle 16:30 (in questo momento il sito è chiuso in ottemperanza dell’ultimo Dpcm).

 

È arrivato il momento di entrare. E quello che vi troverete davanti vi farà spalancare la bocca: un capolavoro ingegneristico, imponente e maestoso, vi riempirà gli occhi di meraviglia, nonostante i secoli passati dalla sua costruzione. Cercate di fare un salto indietro nel tempo con la mente e di immergervi totalmente nell’atmosfera antica che si respira ad ogni passo: le terme erano completamente cinte da mura e, entrando, ci si trovava davanti ad un grande edificio centrale, circondato da magnifici giardini, verdi e profumati.

All’interno dell’edificio centrale, nel quale si poteva entrare attraverso quattro porte, tutte le sale erano rivestite da mosaici e marmi preziosi, importati dalle lontane Asia e Nord Africa. Lì erano presenti il Calidarium, il Frigidarium e il Tepidarium, oltre a palestre, vestiboli, spogliatoi, lavanderie, la sauna e la Basilica, un ampio salone centrale a forma di croce, con volte a crociera che poggiavano su otto pilastri e otto colonne di granito; al centro della Basilica si trovavano le due vasche del Frigidarium, che oggi sono diventate le due fontane di piazza Farnese.

Proprio in due di questi locali, e più precisamente nelle palestre, era presente una curiosità che forse non tutti conoscono. Sto parlando delle decorazioni presenti sui muri delle palestre, che raffiguravano un tema davvero insolito per un luogo del genere: le campagne che l’imperatore ha condotto contro i barbari, e questo è un forte indizio che dimostra quanto, queste terme, sono state considerate da Caracalla come una grande pubblicità alla sua grandezza ed un modo, non solo di ottenere la benevolenza della popolazione, ma anche per tenerla distratta.

Da qui, si poteva uscire per raggiungere la natatio, una sorta di piscina olimpionica all’aperto, e le biblioteche. Delle due biblioteche esistenti all’epoca, solo una è ancora riconoscibile ed è quella che sta vicino all’ingresso dell’Aventino: sappiamo per certo che era un edificio di 38 per 22 metri e che nelle pareti erano presenti delle nicchie.

 

Una tra le cose più spettacolari che troviamo in questo complesso termale sono i sotterranei: in primis perché sono gli unici arrivati fino ai giorni nostri e poi perché sono enormi, veri e propri testimoni del genio artistico e ingegneristico del popolo romano. I sotterranei si dipanano in un meraviglioso sistema di gallerie monumentali che si dipanano per oltre 2 km e che potevano essere percorse con le carrozze: un dedalo di strade, piene di crocevia e curve, che erano larghe e alte 6 metri, rese solide grazie alle finte colonne e alle volte a botte.

Per servire 8000 persone al giorno potete tranquillamente immaginare come dovesse essere tutto perfettamente attrezzato ed organizzato! Qui, oltre ad essere presenti i focolari dai quali veniva sprigionata l’aria che riscaldava i pavimenti del piano superiore, si trovavano anche i magazzini pieni di teli, tende, asciugamani, cuscini, cibo, vino e chi più ne ha, più ne metta! Non dimenticate quindi di visitare i sotterranei che, ad oggi, sono diventati un bellissimo Antiquarium, il quale contiene tutti i reperti trovati durante gli scavi del sito.

Nonostante le terme si sviluppavano, verso l’esterno, su due piani rialzati, per un’altezza che, in alcuni punti, toccava i 37 metri, il vero cuore pulsante, il vero fulcro della vita delle terme rimangono, indubbiamente, i tre livelli sotterranei, dove lavoravano centinaia di persone tra schiavi ed operai specializzati. Gli archeologi hanno calcolato che, probabilmente, ci sono dei chilometri ancora da riportare alla luce.

Un’altra chicca che possiamo trovare sotto le terme è il Mitreo che, tra l’altro, è il più grande tra quelli presenti a Roma. Il Mitreo era il luogo destinato al culto del dio Mitra, un dio di origine orientale, ed era composto da 5 ambienti, di cui uno era adibito come stalla dove stava il toro sacrificale; un altro ambiente era, senza ombra di dubbio, la cripta sacrale dove erano presenti i Praesepia, ossia i sedili dove si accomodavano i fedeli e, interrata nel pavimento mosaicato bianco a fasce nere, una grande olla che, verosimilmente, era usata per i riti di abluzione. Un’altra cosa un po’ particolare e diversa dal solito è che gli ambienti del Mitreo sono collegati al piano superiore mediante una scala accessibile dall’esterno, nei pressi dell’esedra nord. Ancora visibile e restaurato da poco, in una delle pareti del Mitreo, è presente un affresco con la rappresentazione del dio Mitra e di un altro personaggio che ha, in una mano, una fiaccola e nell’altra un disco solare.

 

Se siete interessati alle opere d’arte ritrovate qui alle terme, vi posso consigliare il “Mosaico con Atleti”, con ben 28 figure di atleti, probabilmente famosi all’epoca, che si trovano ora ai Musei Vaticani; le due, già nominate, vasche di granito di piazza Farnese; la statua di Minerva, quella di Venere, quelle di una vestale e di una baccante, quella dell’Ercole in Riposo (o Ercole Farnese), quella della grande Flora o Flora Farnese e la meravigliosa statua del “Supplizio di Dirce” (o Toro Farnese) sono oggi presenti e visibili al Museo Nazionale di Napoli.

 

Se guardando i resti delle terme si può intuire ed immaginare la grandezza, l’imponenza e la maestosità del complesso termale di Caracalla, allo stesso modo, guardando la bellezza e la raffinatezza delle statue e degli altri reperti decorativi, possiamo tranquillamente capire ed immaginare il lusso e la bellezza delle terme, rifinite con statue di bronzo e non, marmi pregiati e bassorilievi dall’abile fattura, quei meraviglioso giardini ornati da sentieri alberati ed elegantissimi colonnati. Un paradiso terreste direbbe qualcuno dei nostri tempi, gli Horti romani, ossia le tranquille dimore degli Dei, le definì il poeta Lucrezio nel I secolo a.C.

La cosa che stupisce di più, soprattutto se lo consideriamo con la nostra mentalità moderna, è che l’ingresso a queste terme, come a tutte le altre terme presenti nell’Impero Romano, era libero e gratuito, concesso a tutti, indipendentemente dal “portafoglio”, dal sesso o dalla razza; l’unico limite alla loro fruizione era per chi non aveva la cittadinanza (per esempio gli schiavi). Le porte venivano aperte verso mezzogiorno e chiudevano verso il tramonto; la loro attività assomigliava molto ad un nostro centro benessere (immergersi nelle vasche, farsi fare massaggi o trattamenti di bellezza, farsi profumare e truccare, farsi depilare completamente) ma mixato con un centro ricreativo (le palestre e la piscina, bancarelle piene di stuzzichini, di stoffe, di gioielli, di statuette e ammennicoli, un luogo dove si poteva pranzare, consumando pasti caldi o freddi e bevande, le biblioteche, un barbiere per farsi fare barba e capelli oppure la possibilità di giocare a palla con gli amici).

 

Ma le terme non erano solo questo: all’interno venivano organizzati spettacoli di danza, di mimi, di giocolieri, il tutto con l’accompagnamento dei musici; c’erano sale adibite ad ospitare delle feste private. Insomma, se lo si voleva, si poteva passare tutto il giorno lì dentro, senza rischiare di annoiarsi o di stressarsi.

Le terme cessarono la loro attività intorno all’anno 537, in seguito al taglio degli acquedotti promosso da Vitige, capo dei Goti. Nei secoli a seguire il complesso ebbe periodi alternati di abbandono e riutilizzo; come cimitero, come abitazione ed, infine, come zona agricola. Tutte le meraviglie collocate al loro interno vennero, per la maggior parte, spostate per abbellire altre zone della città (esempio perfetto le vasche del Frigidarium che sono diventate le fontane di piazza Farnese). Purtroppo, invece, i ruderi del complesso furono, da sempre, usati come cava di materiali per il riutilizzo edilizio: la chiesa di Santa Maria in Trastevere ne è l’esempio lampante, essendo stata costruita in gran parte con i materiali provenienti dagli ex edifici delle terme. Tantissimi dei marmi presenti all’interno vennero invece “tritati” e trasformati in calce.

In tempi “pre-Covid” era possibile noleggiare, in biglietteria, dei visori per la Virtual Reality 360, in modo da poter vedere, indossandoli, le Terme di Caracalla nel pieno del loro splendore. Al momento, per ovvie motivazioni igieniche, fare questa esperienza non è possibile; speriamo che in futuro si riesca a poter godere di nuovo di questa avventura immersiva.

Siete riusciti comunque, anche senza visore, a figurarvi la meravigliosa imponenza delle Terme di Caracalla? Se avete risposto di si, sono molto felice per voi! Adesso è giunto il momento di muoverci verso la prossima tappa del nostro itinerario! No, non vi svelerò nulla ancora, dovrete aspettare la prossima settimana per scoprirlo. L’unica cosa che posso dirvi è che sarà, di sicuro, un luogo affascinante ed interessante.

Vi lascio con qualche consiglio su cosa non potete perdervi nei dintorni delle Terme di Caracalla:

  • Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo: una basilica a pochi passi dalle terme con numerosi affreschi e decori, alcuni del Pomarancio, esempio eloquente dello stile e dello spirito dell’arte romana nel ‘500. Altro elemento degno di nota è l’arcone dell’abside, totalmente decorato a mosaico.
  • Arancera di San Sisto: un edificio enorme, fatto di acciaio e vetro, viene utilizzato per organizzare feste ed eventi di tendenza della movida romana, ma è spesso anche spazio espositivo. Vi consiglio di tenere d’occhio il suo calendario di eventi.
  • Museo di Alberto Sordi: un’area espositiva dedicata al mitico e immortale Alberto Sordi, allestita all’interno della sua abitazione, in via Druso, 45. La villa, la passeggiata archeologica, l’archivio personale di Alberto e tutti gli altri oggetti sono stati dichiarati beni di interesse culturale sottoposti al vincolo del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali.
  • La Casina del Cardinal Bessarione: un edificio in via di Porta San Sebastiano che porta con sé testimonianze di età romana, medievali e del XV secolo. Di notevole importanza gli affreschi presenti nel salone del piano nobile.

Un saluto da Tatiana di The Unusual Italy!

 

Share