Incontro di studio al Disum di Catania: “I disegni del potere, il potere dei segni”

Il 20 e il 21 Ottobre il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania è stato teatro di un importante incontro di studio a cui hanno preso parte docenti di rilevante spessore nel campo della ricerca accademica. L’evento è stato magistralmente organizzato dalla cattedra di Storia Romana del Disum e soprattutto grazie alla disponibilità e collaborazione del Magnifico Rettore e del prof. Giancarlo Magnano San Lio.

cata01L’incontro di studio dal titolo “I disegni del potere, il potere dei segni” rientra nel progetto FIR “Semeiotica del potere. Simbologia ed ermeneutica del meraviglioso nella Tarda Antichità” che è stato intrapreso nel 2014 da un cospicuo gruppo di stimati ricercatori tra cui il prof. Magnano San Lio, la prof.ssa Margherita Cassia, la prof.ssa Claudia Giuffrida, il prof. Antonino Milazzo, la prof.ssa Rosa Maria D’Angelo, la prof.ssa Teresa Sardella e la prof.ssa Rossana Barcellona.

I lavori sono stati inaugurati dai cordiali saluti del Magnifico Rettore Giacomo Pignataro seguiti da un’introduzione della prof.ssa Claudia Giuffrida, ordinario di storia romana del Dipartimento di Scienze Umanistiche, che ha introdotto tutte le tematiche trattate dai docenti durante i loro interventi. A seguire, la prof.ssa Giovannella Cresci, ordinario di storia romana dell’Università Ca’ Foscari, ha incentrato il suo intervento sul sidus et sol sottolineandone la funzione esaltatoria ai fini della propaganda ideologica augustea basandosi su fonti illustri come Cassio Dione, Svetonio, Avieno e Giulio Ossequente.

Del prodigio in età medievale si è occupata la prof.ssa Rossana Barcellona, associato di storia medievale presso il Disum di Catania, la quale si è soffermata sulle fonti pervenuteci di Gregorio di Tours il quale ha riportato interpretazioni su calamità naturali quali sciami di cavallette, terremoti e addirittura di eventuali inondazioni profetizzate prima che avvenissero.

Dall’Europa medievale si passa poi a una sapiente analisi della società cappadoce grazie al coinvolgente ed interessante intervento della prof.ssa Margherita Cassia, associato di storia romana del Disum di Catania, che ha esposto con estrema chiarezza la condizione economica e il rapporto con la ricchezza che avevano i molteplici strati sociali. A chiudere la giornata del 20 Ottobre è stata la prof.ssa Marcella Chelotti, ordinario di storia romana presso l’Università “Aldo Moro” di Bari, che ha mostrato una tavola risalente al IV secolo d. C da cui si possono evincere nozioni e riflessioni sui concetti di familiaritas, industria et virtutes della sfera privata dei cittadini di Ginosa (Puglia).

L’incontro di studio si è riaperto Venerdì 21 Ottobre con i saluti del direttore del Disum di Catania, il prof. Magnano San Lio che ha dato la parola alla prof.ssa Claudia Giuffrida la quale ha proposto un’analisi della simbologia mitica attorno alla figura dell’ imperatore Costantino e  ne ha sottolineato alcuni tratti in comune con quella dell’imperatore Ottaviano Augusto riportando fonti storiografiche e numismatiche.

A seguire, il prof. Antonino Milazzo analizza il ruolo del meraviglioso in un basilikòs logos di Libanio il quale, nella sua opera, vuole tracciare il modello dell’imperatore virtuoso. Si riportano così alcuni episodi come quello di Costanzo II che avrebbe attraversato il canale della Manica durante una violenta tempesta: l’evento viene descritto con termini tipici di chi vuole esaltare l’impresa ma in realtà era semplicemente una tratta di pochi chilometri. L’imperatore Costante, invece, veniva esaltato grazie alla sua capacità di resistere al sonno per la quale, a volte, prendeva il posto di alcune sentinelle.

L’intervento successivo è stato tenuto dal prof. Antonino Pinzone, ordinario di storia romana presso l’Università di Messina, il quale ha parlato dell’affidamento del pallium e della condotta dei vescovi nella corrispondenza epistolare fra papa Gregorio e Giovanni di Ravenna; in modo particolare si è soffermato sulla concessione del privilegio ai vescovi di Siracusa, Palermo e Messina.

Il prof. Valerio Neri, ordinario di storia romana dell’Università di Bologna, ha tenuto un intervento sul corpo luminoso degli imperatori riportando diverse fonti della tarda antichità e partendo dalla considerazione secondo la quale l’imperatore Costantino si sarebbe riconosciuto nella bellezza solare del dio Apollo e avrebbe sostenuto in lui la presenza di un celestis spiritus.

L’ultima tranche degli incontri ha visto come primo intervento quello del prof. Giuseppe Zecchini, ordinario di storia romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha parlato dell’episodio tramandato da Giordane (che riporta nella sua opera un passo di Prisco) sulla spada di Ares secondo cui la leggenda vuole che un pastore, vedendo la propria mucca sanguinare, ha seguito il sangue e ha trovato una spada antica che porta ad Attila ed egli, sguainandola con fierezza davanti a tutti, afferma che era un dono del dio Marte e segno del destino. L’episodio è un esempio di come il fantastico e soprannaturale siano strumento per legittimare il potere e per trascinare le folle.

Ad analizzare il rapporto tra cristianesimo e paganesimo, senza limitarsi ai segni meravigliosi ma anche a quelli catastrofici, è la prof.ssa Teresa Sardella, associato di storia del cristianesimo del Disum, la quale ha riportato un’interessante analisi riportando, tra le varie argomentazioni, le fonti che riguardano la morte di Curzio in Livio, Agostino ed Orosio.

A fare le conclusioni di queste due intense giornate di studio è stato l’illustre prof. Mario Mazza, membro dell’Accademia dei Lincei, il quale ha chiuso definitivamente i lavori con un magistrale discorso su questa splendida e produttiva esperienza di cui tutti gli studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche faranno sicuramente tesoro dal momento che non capita tutti i giorni di stare a contatto con un gruppo di studiosi di alto livello.

Maria Stupia

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