5 giugno – Dio Fidio in Colle

Il 5 Giugno si celebravano riti in onore del dio dei patti e della fede: Semo Sancus Dius Fidius. Questo nome indica un’entità che riunisce due divinità distinte, Sanco Semone e Dio Fidio, come confermato da Varrone e da documenti epigrafici (CIL VI, 567 – 568; 30994) ritrovati nel tempio di Semo Sancus sul Quirinale. Quest’ultimo, fu costruito per volere di Tarquinio il Superbo sul luogo di un antico fanum o sacellum (luogo di culto a cielo aperto), consacrato da Tito Tazio re dei Sabini, sebbene non sia stato riportato nella lista dei culti da lui istituiti compilata da Varrone.

Il tempio possedeva un’apertura sul soffitto, poiché il dio poteva operare solo alla luce del giorno. La statua di culto conservata nel tempio ha uno stile arcaico, il dio è raffigurato in nudità eroica e probabilmente tra le mani reggeva gli attributi: forse la clava (come Ercole), o l’uccello augurale sanqualis, o ancora dei fulmini, poiché l’iscrizione sul basamento riporta “decuria sacerdotum bidentalium” a indicare come i suoi sacerdoti fossero gli addetti alla consacrazione dei luoghi in cui erano caduti i fulmini e alla loro espiazione attraverso il sacrificio di agnelli.

Molti autori, come Ovidio, erano concordi con le origini sabine del dio Semo Sancus. Varrone, Sant’Agostino e Lattanzio lo identificarono con il primo re e fondatore del popolo dei Sabini. Secondo Giovanni Lido, sancus era il termine sabino per indicare il “cielo” e collegava il suo culto a quello di una sorta di Giove sabino; tuttavia, nelle Tavole Eugubine (lastre bronzee ritrovate a Gubbio, con le indicazioni delle pratiche di purificazione ed espugnazione della città stessa) è riportato il nome di Fisius Sancius dopo quello di Juppiter (Giove), che quindi non li rende assimilabili, ma semplicemente in relazione (entrambe le divinità sovrintendevano ai giuramenti e potevano scagliare fulmini). Secondo Catone il Censore invece, Sanco o Semone era una divinità indigena del reatino, ma padre di Sabus: l’eponimo del popolo sabino.

Se il nome Sanco derivava dal verbo sancire e collegava il dio ai giuramenti, il nome Semone sarebbe stato legato a sero (“seminare”) e ai Semones, divinità citate nel Carmen Arvale connesse alla semina e alla forza generativa del seme, che per i più tardi autori latini divennero delle semi-divinità.

Infine, Properzio identifica il Dio Fidio (già identificato con Semo Sancus) con Ercole, che possedeva l’epiteto di custode, riferibile alla custodia dei giuramenti. I Romani infatti, possedevano due modi di giurare: “per Dio Fidio” e “per Ercole”. Va ricordato che il giorno prima, il 4 Maggio, a Roma si celebrava l’anniversario della consacrazione del tempio di Ercole Custode vicino il Circo Flaminio.

Dio Fidio
Restituzione grafica della statua di Semo Sancus Dius Fidius, (da Rodolfo Lanciani – The Project Gutenberg EBook of Pagan and Christian Rome)

Antonietta Patti
Archeologa


BIBLIOGRAFIA

  • Aurelio Agostino d’Ippona, De Civitate Dei, XVIII,19;
  • Marco Porcio Catone, Origines, fr. II, 21;
  • A. Ferrari, Dizionario di Mitologia, UTET, Novara 2015;
  • Fabio Planciade Fulgenzio, Expositio sermonum antiquorum;
  • Giovanni Lido, Liber de mensibus, VI;
  • Lucio Cecilio Firmiano Lattanzio, Istitutiones, I, 15, 8;
  • P. Ovidio Nasone, Fasti, libro VI;
  • Tito Livio, Ab Urbe Condita, libro XXXII, 29, 1;
  • Sesto Aurelio Properzio, Elegie, IV, IX, 71;
  • Marco Terenzio Varrone, De lingua Latina, libro V, 74.
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