Storia delle Legioni romane

Storia delle Legioni romane: I nomi e i simboli delle legioni che fecero di Roma la più grande potenza militare dell’antichità

 LEGIO I GERMANICA 

Potrebbe trattarsi della legione arruolata da Gneo Pompeo Magno nella Gallia Cisalpina nel 55 a. C., anno del suo consolato. In seguito, sarebbe stata impiegata durante la guerra civile del 49 a. C., che vedeva contrapposti lo stesso Pompeo e Giulio Cesare. Sarebbe scesa in battaglia quindi nelle battaglie di Farsalo, Tapso e Munda. Altri studiosi ritengono che fosse stata creata durante l’età imperiale, precisamente sotto il regno di Augusto. Quel che è certo è che la Legio I Germanica venne posta sotto il comando di Germanico nelle spedizioni militari oltre il fiume Reno. Al termine delle campagne militari, la legione venne stanziata nel nuovo castra di Bonna. Sappiamo, inoltre, che intervenne nel 70 d. C. durante la ribellione batavica, cercando di aiutare le truppe romane assediate a Castra Vetera. Molti legionari vi perirono e venne infine sciolta dall’imperatore Vespasiano nel 71 d. C.. Il vessillo di questa legione potrebbe essere stato rappresentato da un toro (simbolo di tutte le legioni cesariane), oppure da un capricorno o da un leone brandente una spada.

 LEGIO I ADIUTRIX 

Istituita intorno al 68 d. C. per volere di Nerone, questa legione fu formata dai marinai della flotta di Miseno. Nel 69 d. C., l’anno dei quattro imperatori, si schierò prima con Galba e poi con Otone, uscendo però sconfitta dall’esercito del rivale Vitellio a Bedriaco. Successivamente la legione venne trasferita in Spagna al seguito di Vespasiano, per poi spostarsi verso est sulla frontiera danubiana. Qui, nell’85-86 d. C., prese parte alla spedizione militare di Domiziano contro i Daci del re Decebalo e a quella contro i Marcomanni e i Quadi, conclusa da Traiano nel 97 d. C.. Grazie alle sue imprese militari, la legione venne apostrofata proprio da Traiano come pia fidelis (“devota e leale”). Dopo essere stata impiegata nella lotta contro i Parti dal 115 al 117 d. C., Adriano decise di stanziare la I Adiutrix in Pannonia. Dopo una serie di successi, la legione si schierò a favore della candidatura dell’allora governatore della Pannonia superiore, Settimio Severo, durante la guerra civile degli anni 193-197, fino alla sua proclamazione come imperatore. La legione cessò di esistere con Diocleziano, che decise di dividerla in una legione di limitanei (truppe a presidio di un confine) e in una legione comitatense (esercito di confine). Il suo simbolo corrispondeva probabilmente al capricorno o a Pegaso.

 LEGIO I ITALICA 

Questa legione venne istituita da Nerone nel 67 d. C. e costituita da legionari alti almeno 1.77cm (altezza considerevole per l’epoca) e nati nella penisola italica. Stanziata in Gallia, precisamente a Lugdunum (l’odierna Lione), la legione dovette affrontare e sedare la ribellione dell’ufficiale Giulio Vindice. In seguito, combattè insieme alla I Adiutrix nelle campagne militari di Traiano, Marco Aurelio e di Settimio Severo. Da Vespasiano in poi la base della I Italica fu Novae in Mesia (corrispondente all’odierna Svistov, in Bulgaria). Analogamente a quanto accaduto alla I Adiutrix, venne scissa da Diocleziano, anche se l’unità dei limitanei rimase a Novae. Il suo vessillo era rappresentato da un cinghiale e a volte da un toro.

 LEGIO I PARTHICA 

Formata per volere di Settimio Severo nel 197 d. C., per utilizzarla nella campagna contro i Parti, nel 360 d. C. venne impiegata nella difesa di Bezadbe dall’assedio delle truppe del re persiano Sapore II. Sebbene i legionari fossero stati quasi del tutto decimati e fatti prigionieri in quell’occasione, la I Parthica visse fino alla fine del secolo. Sotto il regno di Filippo l’Arabo (244-249 d. C.) la legione ricevette il titolo onorifico di Philippiana. La I Parthica ebbe come basi prima Singara e poi Nibisis (l’odierna Nusaybin, Turchia). Il simbolo di questa legione era il Centauro.

 LEGIO I MINERVIA 

Istituita nell’83 d. C. dall’ultimo imperatore della dinastia flavia, Domiziano, il suo nome deriva dalla dea Minerva, divinità alla quale Domiziano era molto legato. La legione fu utilizzata per contrastare la tribù germanica dei Catti e si stanziò perciò a Bonn, nella Germania inferiore. Nell’89 d. C., dopo aver soffocato una ribellione del governatore della Germania superiore, Domiziano conferì alla I Minervia l’appellativo di pia fidelis. Successivamente partecipò attivamente alle campagne militari di Traiano in Dacia (sotto il comando del futuro imperatore Adriano) e poi a quelle in Africa portate avanti da Antonino Pio, per poi intraprendere quelle di Marco Aurelio sul Danubio e appoggiando la causa di Settimio Severo. Durante il regno di Diocleziano, parteggiò però per l’usurpatore Carausio in Britannia. Verso il 353 d. C., dopo la distruzione di Bonna per mano dei Franchi, la I Minervia non viene più citata dalle fonti dell’epoca. Il simbolo di questa legione fu ovviamente la dea Minerva.

 LEGIO II ADIUTRIX 

Questa legione fu creata nel 70 d. C. e composta da marinai della flotta di Ravenna (Classis Ravennatis), tutti fedeli all’imperatore Vespasiano. Con ogni probabilità, il reclutamento della legione fu operato da Gneo Giulio Agricola. Dopo aver sedato la rivolta guidata da Giulio Civile nelle Gallie, venne trasferita in Britannia. Successivamente fu protagonista nelle operazioni militari in Dacia con Domiziano prima e Traiano poi. Alla fine delle ostilità, la II Adiutrix fece base ad Aquincum (periferia dell’attuale Budapest). Questa legione intervenne anche in Africa con Antonino Pio e in Partia durante il governo di Marco Aurelio. Infine, affrontò anche gli Alemanni e i Persiani. Con Diocleziano venne scissa in due legioni minori, precisamente in due comitatensi, una dislocata in Pannonia, l’altra in Britannia. Il simbolo della II Adiutrix, analogamente alla I, era Pegaso o il capricorno.

 LEGIO II AUGUSTA 

Creata da Ottaviano nel 43 a. C., durante la guerra civile, combattè durante la guerra di Filippi e quella di Perugia. Nel 25 a. C. la legione fu fondamentale per permettere a Roma di estendere definitivamente il suo dominio sulla Spagna, sconfiggendo i Cantabri. Con la disfatta della XVII legione, della XVIII legione e della XIX legione nel 9 d.C. nella battaglia della foresta di Teutoburgo, la II Augusta venne spostata in Germania, probabilmente nella regione di Magonza. Dopo la conquista della Britannia, la legione venne stanziata nel Galles, precisamente ad Isca Silurum (o Isca Augusta), corrispondente all’attuale Caerleon, non lontana da Newport e vi rimase fino alla fine dell’occupazione romana dell’isola, all’inizio del V sec. d. C.. Anche in questo caso, il vessillo della legione era rappresentato da Pegaso o dal capricorno.

 LEGIO II ITALICA 

La II Italica venne istituita dall’imperatore Marco Aurelio nel 165-166 d. C., insieme alla III Italica. In quel frangente storico, Roma era impegnata in guerra in Germania e in Partia ed era necessaria la creazione di nuove legioni. Nel 173 d. C. venne trasferita nel Norico, lungo il Danubio, per tenere sotto controllo le tribù germaniche dei Naristi. Dopo aver appoggiato le istanze di Settimio Severo, questi, una volta divenuto imperatore, ricompensò la legione aggiungendo l’appellativo fidelis. Negli anni successivi la II Italica combattè per Massimino il Trace e per Gallieno (che rinnovò la denominazione fidelis e aggiunse anche quella di pia). Con la riforma dell’esercito promossa da Costantino, la legione venne fatta entrare tra le legioni palatine. Il simbolo della II Italica era la raffigurazione della Lupa con i gemelli Romolo e Remo.

 LEGIO II PARTHICA 

Si tratta della prima legione con base in Italia dai tempi di Augusto. Venne creata dall’imperatore Settimio Severo nel 196 d. C., poiché bisognoso di rinforzi per fronteggiare i Parti. Dopo la vittoria dei Romani, che riuscirono a saccheggiare la capitale Ctesifonte, la II Parthica venne stanziata ai Castra Albana (Albano Laziale), diventando così la prima legione stanziata in Italia in due secoli. Il suo compito da svolgere era chiaro: difendere i confini e accorrere se l’imperatore ne avesse avuto bisogno per fronteggiare eventuali usurpatori. La II Parthica, in seguito, partecipò alle campagne partiche di Caracalla e fu decisiva per la proclamazione a imperatore del figlio illegittimo di Caracalla, Eliogabalo (218 d. C.). All’inizio del IV secolo la legione abbandonò l’Italia per stabilirsi sulla frontiera del Tigri, in Mesopotamia. Il suo emblema era il Centauro o il toro.

 LEGIO II TRAIANA 

Creata dall’imperatore Traiano nel 105 d. C., partecipò a tutte le sue spedizioni militari. Adriano la stanziò in Egitto (Nicopolis) e, agli inizi del III secolo, venne coinvolta nella campagna di Caracalla contro le tribù germaniche, ricevendo la denominazione Germanica. Partecipò inoltre alle azioni militari lungo la frontiera settentrionale condotte da Massimino il Trace. Abbiamo notizie di questa legione fino al V secolo, quando era ancora di stanza in Egitto. Il simbolo della II Traiana era il semidio Ercole.

 LEGIO III GALLICA 

Riformata da Cesare nel 48 a.C. sui resti della Legio III di Pompeo, questa legione fu al seguito di Marco Antonio durante la guerra contro i Parti e poi di Corbulone, sempre contro gli stessi avversari, durante il regno di Nerone. Dopo la sconfitta definitiva di Marco Antonio ad Azio (31 a.C.), la legione, soprannominata Gallica, rimase in servizio nel nuovo esercito dell’imperatore Augusto. Nel 68 d. C. venne trasferita in Mesia, per presidiare il confine sul Danubio. Dopo essersi schierata con Otone e Vespasiano, la legione subì numerose perdite per fermare l’avanzata della tribù sarmata dei Roxolani. Una volta riformata, venne dislocata in Siria, a Rafana (una città della moderna Giordania), e partecipò a molte azioni militari nel Medio Oriente, come ad esempio la repressione della rivolta giudaica sotto Adriano, la guerra contro i Parti condotta da Marco Aurelio e, dopo esser stata stanziata a Damasco, partecipò alla conquista di Palmira con Aureliano. Il suo simbolo fu rappresentato da tre tori.

 LEGIO III CYRENAICA 

Fu formata per volere di Marco Antonio intorno al 36 a. C., passando poi sotto il comando di Ottaviano dopo la battaglia di Azio. Dopo la conquista dell’Egitto nel 30 a. C., la legione venne dislocata a Nicopolis e operò in Oriente negli anni successivi, aiutando Traiano e Adriano contro i Giudei, e Marco Aurelio e Caracalla contro i Parti. Dal II al V fu di stanza a Bostra, nell’Arabia Nabatea.  Il suo simbolo era il leone oppure Giove.

 LEGIO III PARTHICA 

Fu arruolata da Settimio Severo nel 197 d. C., in occasione della sua campagna militare contro i Parti. Fu attiva in Mesopotamia, combattendo contro i Sasanidi sotto i regni di Caracalla, Alessandro Severo, Gordiano III e Valeriano. La III Parthica sparì però dalle cronache storiche dalla metà del III secolo. Il simbolo di questa legione fu il toro o il Centauro.

 LEGIO III AUGUSTA 

Venne creata da Ottaviano o dal console Gaio Vibio Pansa nel 43 a. C. e agì in Africa. Con ogni probabilità partecipò alla battaglia di Filippi nel 42 a.C., in seguito alla quale Ottaviano e Marco Antonio sconfissero l’esercito del Senato, che aveva ordito un piano per uccidere Giulio Cesare. Dal 30 a. C. la legione fu di stanza a Thugga, in Africa, dove negli anni successivi si scontrò con le tribù dei Numidi e dei Mauritani. Nel 18 a. C. una sottounità venne colta in un’imboscata e sterminata. Come punizione, per lo scarso coraggio dimostrato in battaglia, la III Augusta fu condannata alla decimatio, ovvero l’uccisione di un legionario ogni dieci. Nei secoli successivi continuò ad operare in Africa, tranne con Marco Aurelio e la dinastia dei Severi, quando fu attiva sul Danubio e in Oriente. Proprio Settimio Severo la soprannominò pia vindex (“vendicatrice fedele”). Dopo essere stata sciolta da Gordiano III, Valeriano la ricostituì e venne dislocata a Lambaesis (odierna città algerina di Tazoult), rimanendovi fino al IV secolo. Il simbolo della III Augusta fu la testa di leone, Pegaso o il capricorno.

 LEGIO III ITALICA 

Arruolata da Marco Aurelio nel 165 d. C. per fronteggiare i Marcomanni, il suo nome ci suggerisce che fosse composta da truppe di origini italiche. Fu di stanza prima ad Aquileia e poi nei Castra Regina, ovvero Ratisbona, nell’odierna Baviera. Verso la fine del IV secolo i legionari della III Italica furono trasferiti in una legione comitatense. Il suo simbolo fu la cicogna.

 LEGIO IIII FLAVIA 

Venne istituita nel 70 d. C. per volere dell’imperatore Vespasiano ed era composta da soldati italici e gallici. Dapprima venne stanziata a Burnum in Dalmazia (odierna Ivosevci, nei pressi di Chistagne in Croazia) e poi a Singidunum (Belgrado) con Domiziano. Questa legione fu attiva in molte regioni dell’Impero, infatti combatté in Mauritania sotto Antonino Pio e contro i Marcomanni con Marco Aurelio; venne poi dislocata in Pannonia per volontà di Settimio Severo e con Diocleziano stroncò la rivolta egiziana. La legione rimase in Mesia fino alla fine del V secolo. Il suo vessillo riportava la figura del leone.

 LEGIO IIII MACEDONICA 

Fu probabilmente istituita da Pompeo, ma ben presto passò sotto il comando di Ottaviano, che la impiegò nella battaglia di Modena contro Marco Antonio (43 a. C.). La legione fu impiegata anche in Spagna nelle guerre cantabriche (30 a. C.). Nell’anno dei quattro imperatori (69), la legione si schierò con l’allora governatore della Germania superiore, Vitellio. Una parte della legione lo seguì in Italia, mentre un’altra rimase vittima nell’episodio della ribellione di Civile. Quando Vespasiano assunse il titolo d’imperatore, sciolse la legione poiché in precedenza sostenne Vitellio. La legione fu ricostituita col nome di Legio IIII Flavia Felix. Il suo simbolo era il toro o il capricorno

 LEGIO IIII SCYTHICA 

Nacque probabilmente su iniziativa di Pompeo e arruolata da Marco Antonio nel 42 a.C. circa, per le sue campagne militari contro l’Impero dei Parti. In seguito, venne stanziata in Mesia durante il regno di Nerone e poi in Siria per combattere ancora una volta contro i Parti. Nel 193 d. C. la legione si schierò con Pescennio Nigro invece che col suo ex comandante, Settimio Severo. In base alle fonti dell’epoca, sappiamo per certo che la legione rimase in Siria fino al V sec. d. C.. Il suo simbolo era rappresentato dal toro o dal capricorno.

 LEGIO V ALAUDAE 

Venne creata da Giulio Cesare nel 52 a. C. e composta da guerrieri Galli. Il soprannome Alaudae (in italiano “allodole”) deriva dall’alta cresta, tipica dei guerrieri Galli, posta sulle sommità degli elmi dei legionari. Pagata inizialmente col denaro posseduto da Cesare e in seguito riconosciuta ufficialmente dal Senato, la legione fu protagonista delle guerre galliche fino al 49 a. C.. Nel 46 a. C. fu impiegata nella battaglia di Tapso e, dopo la morte di Cesare, in quella di Filippi e in quella di Azio sotto il comando di Marco Antonio. Dopo la sconfitta e la morte di quest’ultimo, la legione passò nelle mani di Ottaviano Augusto, che decise di stanziarla in Spagna, poi lungo il Reno e infine nei Castra Vetera (presso l’odierna città tedesca di Xante). Partecipò quindi alle spedizioni militari di Germanico in Germania e nel 69 d. C. prese parte alla prima battaglia di Bedriaco nel corso della guerra civile, dalla parte di Vitellio. La V Alaudae cessò di esistere nell’ 86 d. C., quando, al comando di Cornelio Fusco, venne colta in un’imboscata dai Daci e massacrata. Il suo simbolo era l’elefante. Sembra che l’ottenne per aver resistito con grande coraggio proprio a una carica di elefanti durante la battaglia di Tapso.

 LEGIO V MACEDONICA 

Formata da Bruto e impiegata nella battaglia di Filippi, passò sotto la guida di Ottaviano nel 43 a. C., che decise di stanziarla in Mesia, precisamente a Oescus (nei pressi dell’odierna Pleven, Bulgaria). Con Nerone fu utilizzata contro i Parti, mentre con Vespasiano e Tito si adoperò per reprimere la rivolta giudaica. Dal 101 al 106 d. C. la legione fu impegnata in Dacia, nella campagna di Domiziano e poi di Traiano contro le popolazioni locali. Vi si stabilì in seguito, a Potaissa (moderna Turda, Romania), ottenendo il prezioso titolo di pia fidelis. Con Marco Aurelio, la V Macedonica incrociò le armi con i Sarmati, i Marcomanni e i Quadi. La legione tornò ad Oescus nel 274 d. C., ovvero quando arrivò la decisione dell’imperatore Aureliano di ritirarsi dalla sponda orientale del Danubio, rinunciando alla Dacia. A quel punto la legione assunse il compito di controllare e difendere la provincia. Fu probabilmente distrutta nella battaglia di Yarmuk , nel 636 d. C. contro gli Arabi. Il toro e l’aquila furono i simboli di questa legione.

 LEGIO VI FERRATA 

Istituita da Pompeo Magno e in seguito assemblata da Giulio Cesare nel 47 a. C., deve il suo nome al pesante armamento in metallo dei legionari. Questa legione fu protagonista nella battaglia di Zela (47), dove i Romani sconfissero il re del Ponto Farnace II, e in Spagna contro le truppe fedeli a Pompeo. Durante la guerra civile giurò fedeltà a Marco Antonio. Dopo aver combattuto per Corbulone contro i Parti, venne trasferita in Siria, stanziandosi a Petra. L’imperatore Adriano si servì dell’aiuto della VI Ferrata per fermare la rivolta giudaica. Anche Settimio Severo si servì dell’aiuto di questa legione, ottenendolo fin da subito: come ricompensa, l’imperatore la nominò pia constans. Dalla seconda metà del III secolo si perdono le sue tracce. Il suo simbolo fu il toro o la lupa capitolina.

 LEGIO VI VICTRIX 

Venne creata da Ottaviano nel 41 a. C. e fu la legione gemella della VI Ferrata. In questo senso, potrebbe aver ingaggiato alcuni veterani e alcuni uomini fedeli a Cesare appartenenti alla Ferrata. Come primo compito militare, fornì appoggio nella battaglia di Perugia nel 41 a. C., che vedeva opposti proprio Ottaviano e Lucio Antonio. Nel 31 a. C. partecipò alla battaglia di Azio e un anno dopo venne dislocata in Spagna. La legione soggiornò nella penisola iberica per circa un secolo, ricevendo per questo motivo l’appellativo di Hispaniensis. Con Nerone venne stanziata a Castra Vetera, ma quando Galba tentò di usurpare il trono allo stesso Nerone, la VI Victrix si schierò col governatore della Germania superiore. Intorno al 119 d. C., Adriano spostò la VI Victrix nella Britannia settentrionale, e fu fondamentale per la costruzione del Vallo di Adriano e si insediò a Ebucarum, l’odierna York. Dopo aver appoggiato la causa di Clodio Albino, venne sconfitta dalle truppe di Settimio Severo. La legione tornò a quel punto in Britannia, dove vi rimase fino al V secolo. Non sappiamo per certo quale fosse il simbolo della VI Victrix ma, essendo stata una legione cesariana, probabilmente il suo stemma è stato rappresentato dal toro.

 LEGIO VII CLAUDIA 

Fedele originariamente a Cesare e poi a suo nipote Ottaviano, questa legione venne dislocata in Dalmazia e ricevette l’appellativo di fidelis per non aver sostenuto il tentativo di ribellione del governatore della stessa Dalmazia, Furio Camillo Scriboniano. Con Nerone venne trasferita in Mesia, ma pochi anni dopo, con Vespasiano, venne stanziata nella fortezza di Viminacium, vicino alla moderna Kostolac (Serbia), nei pressi del Danubio. Dopo aver combattuto per Traiano contro i Daci e Parti, fu attiva anche in Oriente sotto Marco Aurelio e Caracalla. Il leone e il toro furono i simboli della VII Claudia.

 LEGIO VII GEMINA 

Venne formata da Galba nell’anno dei quattro imperatori (69), quando il governatore della Spagna Tarraconense decise di marciare su Roma per deporre l’imperatore Nerone e prendere il suo posto. La legione venne soprannominata in un primo momento “Galbiana”: acquisì infatti l’aggettivo Gemina solo quando vennero inseriti nei suoi ranghi i resti della I Germanica. In seguito alla caduta di Galba (governò l’Impero per soli sette mesi), la legione venne stanziata in Pannonia e posta sotto il comando di Antonio Primo, che sconfisse gli uomini di Vitellio per conto di Vespasiano. Successivamente operò sull’alto Reno e venne dislocata nuovamente in Spagna, precisamente nella città di  León. Fu attiva poi in Britannia con Adriano e in Africa con Antonino Pio. Assunse la denominazione pia fidelis sotto Settimio Severo. Il suo simbolo fu rappresentato dal toro o dai dioscuri.

 LEGIO VIII AUGUSTA 

Fu ideata e creata da Giulio Cesare nel 59 a. C. e utilizzata nella sua campagna in Gallia. La legione seguì Cesare anche in Italia, attraversando il fiume Rubicone e combattendo a Corfinum e Brindisi. Analogamente per quanto accaduto per molte altre legioni cesariane, l’VIII venne rilevata da Ottaviano, che la ricostituì nel 44 a. C., e in seguito dislocata in Pannonia, a Poetovio (oggi Ptuj in Slovenia). Dopo aver combattuto a Mutina (Modena) contro Marco Antonio, alla morte di Augusto si ammutinò. Una volta ricostituita, nel 45 d. C. scese in battaglia con Claudio per la conquista della Britannia e trasferita poco dopo in Mesia, a Novae. Appoggiò in seguito la causa di Vespasiano e soffocò la rivolta nelle Gallie di Civile. Poco dopo venne stanziata ad Argentoratum (odierna Strasburgo). Con Domiziano combattè contro i Catti (83-85 d. C.) e con Commodo riceve l’appellativo di pia fidelis constans commoda. Una parte della legione venne in seguito spostata a Lugdunum (Lione) e si dimostrò fedele sia a Settimio Severo, che a Gallieno. La legione sopravvisse fino alla caduta dell’Impero romano d’Occidente. Il toro fu il suo simbolo.

 LEGIO IX HISPANA 

Venne creata da Cesare nel 58 a. C. per la sua campagna militare in Gallia e combatté contro i cesaricidi a Filippi e nella battaglia navale di Azio nel 31 a. C.. Venne dislocata in un primo momento in Spagna (dove partecipò alle guerre cantabriche) e poi in Illiria. Sotto Tiberio, nel 19 d. C., fu inviata in Africa per stroncare la rivolta dei Musulami guidati da Tacfarinas. Con Claudio venne trasferita in Britannia per supportare la conquista della penisola e si stabilizzò a Lindum (Lincoln). Nel 61 d. C., però, venne decimata durante la ribellione degli Iceni guidati dalla regina Budicca. Ricostituita e rinforzata da elementi provenienti dalla Germania, la legione, nell’anno dei quattro imperatori, sostenne Vitellio, e sotto Vespasiano venne trasferita a Eburacum (York). Dopo la rivolta giudaica repressa da Adriano (132-135 d. C.), della IX Hispana non si hanno più notizie. Molto probabilmente venne nuovamente massacrata in Armenia o in Cappadocia e non fu più ricreata. Il suo simbolo fu probabilmente il toro.

 LEGIO X GEMINA 

Si è ipotizzato per molto tempo che fosse una creazione di Cesare durante il suo impegno militare nelle Gallie, mentre negli ultimi anni sta prendendo corpo la teoria che fosse stata in realtà istituita da Ottaviano, che nel 28-27 a.C. la trasferì in Spagna per fronteggiare gli Asturi e i Cantabri. La X Gemina rimase in Spagna fino al principato di Nerone, che decise di spostarla in Pannonia, a Carnunto. Con Galba tornò nuovamente in Spagna per poi trasferirsi in Gallia per sedare la rivolta di Civile, rimanendo a Noviomagus Batavodurum (Nymegen). Successivamente fu impiegata da Traiano nella guerra contro i Daci e la stanziò a Vienna (all’epoca Vindobona) nel 113 d. C.. Partecipò poi alla repressione di Adriano contro la rivolta in Giudea e alle guerre marcomanniche intraprese da Marco Aurelio. Da un suo reparto dislocato in Oriente ebbe origine una legione comitatense. L’emblema della X Gemina fu il toro.

 LEGIO X FRETENSIS 

Si tratta con ogni probabilità dell’unità derivata dalla celeberrima Legio X di Cesare, la sua prediletta, che il dittatore soprannominò equestris, poiché una parte di essa costituiva la sua guardia a cavallo. Il nome Fretensis letteralmente “appartenente allo stretto del mare”: probabilmente faceva riferimento al Canale di Otranto, dove questa legione ben figurò contro le truppe fedeli a Pompeo. Dopo esser passata nelle mani di Augusto, nel 6 d. C. venne dislocata a Cyrrhus, in Siria, e con Nerone combatté contro i Parti sotto il comando di Corbulone. Dal 66 d. C. venne inviata da Traiano per agire in Giudea e conquistare Gerusalemme, raggiungendo l’obiettivo prefissato. Sempre con Traiano partecipò alle guerre partiche, mentre con Marco Aurelio incrociò le armi con i Marcomanni. Settimio Severo, invece, la spedì in Scozia. Alla fine del III secolo sappiamo che la legione fosse impiegata sul Mar Rosso, ad Aila, ma poco dopo non si ebbero più notizie. I suoi simboli furono toro, trireme e delfini.

 LEGIO XI CLAUDIA 

Deriva dalla Legio XI di Cesare, che combatté con lui in Gallia e in Britannia. Con Ottaviano fu impiegata nelle battaglie di Perugia e Azio, per poi essere dislocata in Dalmazia, a Burnum. Claudio nominò la legione come Claudia pia fidelis, mentre durante l’anno dei quattro imperatori, l’XI Claudia si schierò dalla parte del senatore Otone, avversato da Vitellio. Un anno dopo, nel 70 d. C., venne inviata in Gallia per soffocare la ribellione del governatore Civile e venne in seguito stanziata prima a Vindonissa (Windisch, in Svizzera) e poi a Durostorum, nella Mesia inferiore. Diocleziano la inviò poi in Egitto, mentre, con Massimiano, fece parte del trionfo celebrato a Cartagine. La legione venne infine scissa in un’unità comitatense e una palatina. I simboli della XI Claudia furono il tridente di Nettuno e i fulmini.

 LEGIO XII FULMINATA 

Anche in questo si trattava di una legione creata da Giulio Cesare (58 a. C.) e poi passata sotto il comando di Ottaviano, non prima però di aver combattuto ad Azio nello schieramento facente capo a Marco Antonio. Durante la guerra contro i Parti durante il regno di Nerone, la XII Fulminata sconfisse l re parto Vologese I, ma perse malamente nella battaglia di Rhandeia (inverno del 62-63 d. C.). In Giudea fu protagonista di un’altra rovinosa sconfitta, quando nel 66 cadde in un’imboscata a Bethoron: in questa occasione perse le aquile, fatto considerato grave e disonorevole dai Romani. Nonostante l’inconveniente, nel 70 d. C. sostenne con successo la candidatura di Vespasiano. Venne poi trasferita a Melitene, in Cappadocia, dove vi rimase fino al V secolo. Con Marco Aurelio la legione combatté contro i Marcomanni. Sembra proprio che quest’ultimo imperatore fu colui che aggiunse la denominazione Fulminata alla XII quando, secondo la tradizione, le piogge e i fulmini invocati tramite le preghiere dei legionari ribaltarono favorevolmente l’esito di una battaglia. Lo stesso Marco Aurelio, inoltre, la premiò attribuendole l’appellativo di certa costans (“sempre affidabile). Il simbolo era rappresentato dai fulmini.

 LEGIO XIII GEMINA 

Traeva origine dalla XIII che attraversò con Cesare il Rubicone. Operò inoltre in Gallia (nel secondo anno di campagna militare) e in Britannia. Passata sotto il comando di Ottaviano, venne impiegata nel 41 a. C. in Sicilia per fronteggiare Sesto Pompeo, figlio dell’ex alleato di Cesare e triumviro, e in seguito stanziata Vindonissa. Con Claudio, invece, venne trasferita in Pannonia, a Poetovio. Schieratasi con Otone, la legione venne sconfitta a Bedriaco dalle truppe di Vitellio. Con Vespasiano al potere, partì per la Gallia per sconfiggere il riottoso Civile. Dopo aver combattuto in Dacia per Domiziano e Traiano, passò a sud del Danubio per volere di Aureliano (che optò per il ritiro dalla Dacia) e si stanziò a Ratiaria, per poi dare vita a una legione di comitatensi. Il simbolo della legione era il leone.

 LEGIO XIIII GEMINA 

Formata nel 57 a. C. per volere di Cesare che la impiegò contro i Belgi in Gallia, venne poi assoldata da Ottaviano, che la trasferì prima nell’Illirico e poi a Mogontiacum (Magonza). In Britannia, nel 61 d. C., fu protagonista della vittoria contro la regina Budicca, che in passato causò molti problemi ai Romani. Come premio, si guadagnò l’appellativo di martia victrix (“vittoriosa, benedetta da Marte”). Negli anni successivi combatté in Gallia contro Civile, contro i Catti, i Sarmati e i Suebi. Dopo aver appoggiato l’usurpatore Saturnino, partecipò alle guerre daciche di Traiano. Come molte altre legioni, diede infine origine a una legione comitatense. I suoi emblemi erano il capricorno, o ali di aquila e fulmini.

 LEGIO XV APOLLINARIS 

Si trattava della legione preferita dall’imperatore Augusto, tanto che le attribuì il nome del suo dio tutelare, Apollo. Formata nel 41 a. C. per fronteggiare Sesto Pompeo, la legione cambiò spesso base, stanziandosi prima a Carnunto, poi ad Alessandria, nuovamente a Carnunto, e infine, con Adriano nel 117, a Satala, in Cappadocia. Dopo aver combattuto contro i Parti con Nerone ed essere stata impiegata in Giudea, Marco Aurelio, per premiarla per non aver sostenuto l’usurpatore Avidio Cassio, la nominò pia fidelis.

 LEGIO XV PRIMIGENIA 

Istituita dall’imperatore Caligola nel 39 d. C. per fronteggiare la tribù germanica dei Cananefati, questa legione ebbe breve vita. Dopo la morte di Nerone nel 69, una parte della legione seguì Vitellio, mentre l’altra si recò nelle Gallie per fronteggiare i Batavi di Civile. Nel marzo del 70 d. C., presso Noviomagus Batavorum, la XV Primigenia venne decimata, perdendo la sua aquila. Vespasiano, una volta divenuto imperatore, decise di non ricostituirla. Il suo simbolo fu probabilmente la ruota della fortuna.

 LEGIO XVI GALLICA 

Arruolata in principio da Cesare, dopo il suo omicidio passò sotto il comando del triumviro Marco Emilio Lepido e poi, dal 36 a.C., sotto quello di Ottaviano. Proprio con Augusto venne dislocata a Mogontiacum, mentre nel 43 d. C., a Novaesium (Neuss), nella Germania inferiore. Una parte della legione scese in Italia sostenendo la candidatura a imperatore di Vitellio, mentre l’altra rimase di stanza in Germania rimanendo prigioniera dei Batavi guidati da Civile. Ceriale li liberò dopo la vittoria ai Castra Vetera, ma Vespasiano ne decise lo scioglimento. Il suo simbolo fu il leone o forse il cinghiale.

 LEGIO XVI FLAVIA 

Nata per ordine di Vespasiano sulle ceneri della XVI Gallica, venne stanziata a Satala in Armenia Minore e, con Traiano, impiegata nelle guerre partiche in Siria. Nel IV secolo la legione, accampata a Sura (Siria), ricevette il compito di sorvegliare il confine orientale presso l’Eufrate. Vi rimarrà fino al V secolo. Il suo emblema fu un leone rampante.

 LEGIONES XVII, XVIII E XIX 

Formate da Giulio Cesare nel 49 a. C. e impiegate con Scribonio Curione in Africa, vennero utilizzate da Tiberio e Druso in Germania. Guidate da Publio Quintilio Varo, tra l’8 e il 10-11 settembre del 9 d. C. vennero completamente decimate dai Cherusci del traditore Arminio nella celeberrima battaglia di Teutoburgo. Si trattava di una delle più colossali disfatte della storia dell’Impero. Gli imperatori romani che si susseguirono nei secoli decisero di non battezzare più altre legioni con il nome delle tre annientate a Teutoburgo. Il loro simbolo è sconosciuto. Si ipotizza che fosse il cinghiale.

 LEGIO XX VALERIA 

Arruolata da Augusto dopo la battaglia di Azio, prima di stabilizzarsi in Britannia (dal 43 d. C. fino al IV secolo), operò in Spagna nell’Illirico e in Germania (dove fu comandata da Germanico). La XX Valeria rimase celebre per aver partecipato attivamente alla conquista della Britannia con Claudio. Prese base inizialmente a Viroconium Cornoviorum (Wroxeter), per poi spostarsi con Vespasiano a Deva (odierna Chester). Dopo aver ottenuto il titolo di victrix (vincitrice), con Agricola sconfigge i Briganti e gli Ordovici, occupando Mona (Anglesey). Partecipò anche alla campagna militare contro i Catti indetta da Domiziano. Dopo aver appoggiato la causa di Clodio Albino contro Settimio Severo, la legione tornò in Britannia per combattere contro i Caledoni. Nel corso del IV secolo si perdono le sue tracce. Il simbolo della legione fu il cinghiale.

 LEGIO XXI RAPAX 

Istituita da Augusto dopo la battaglia di Azio, che reimpiegò alcuni veterani della XXI di Cesare, i suoi legionari erano definiti rapaces (“irresistibili”). Alla morte del primo imperatore, si ammutinò, ma poi seguì Germanico nelle sue campagne militari in Germania. In seguito, Claudio la stanziò a Vindonissa. Dopo la morte di Nerone, la XXI Rapax seguì il suo comandante Vitellio in Italia, ma venne sconfitta da Vespasiano. Nonostante fosse sua avversaria, Vespasiano decise non scioglierla e la spedì in Gallia contro Civile. Dopo questo episodio la legione venne mandata nella Germania superiore, dove si stanziò a Mogontiacum. La legione cessò di esistere nel 92 d. C., quando fu distrutta in Pannonia dai Sarmati e dai Suebi. Il suo simbolo fu il capricorno o il cinghiale.

 LEGIO XXII PRIMIGENIA 

Istituita da Caligola nel 39 d. C. per fronteggiare i Cananefati, venne stanziata a Mogontiacum (Magonza) a guardia del limes germanico. Alla morte dell’imperatore Nerone, una parte seguì Vitellio in Italia, mentre l’altra venne sconfitta dai Batavi di Civile. Dopo aver partecipato alle guerre daciche di Traiano e a quelle partiche di Marco Aurelio, si schierò a favore di Settimio Severo combattendo Clodio Albino a Lione. I suoi simboli furono l’aquila o il capricorno. La figura di Ercole venne utilizzata fino al III secolo.

 LEGIO XXII DEIOTARIANA 

Fu costituita nel 48 a. C. da Deiotaro, re di Galizia (moderna Turchia). Deiotaro fu alleato di Gneo Pompeo, che lo rese re di tutti i Celti di Asia minore. Il sovrano assoldò un esercito e lo addestrò affinché somigliasse a una legione romana. Nel 25 d. C., quando il suo regno viene inglobato nell’Impero, la XXII Deiotariana diventa a tutti gli effetti parte dell’esercito di Roma e venne stanziata ad Alessandria. Utilizzata contro i Parti e nella guerra giudaica da Vespasiano, venne probabilmente distrutta durante la terza guerra giudaica (132–136), durante il regno di Adriano. Non sappiamo per certezza quale fosse il suo emblema, anche se alcuni studiosi convergono nell’affermare che fosse l’aquila.

 LEGIONES XXIII – XXIX 

Queste sette legioni vennero probabilmente arruolate da Giulio Cesare o dai suoi rivali durante la guerra civile, e poi sciolte da Ottaviano dopo la battaglia navale di Azio. Essendo state legioni cesariane, il loro simbolo dovrebbe essere stato il toro.

 LEGIO XXX ULPIA 

Formata nel 105 d. C. dall’imperatore Traiano in occasione delle sue campagne in Dacia, venne stanziata a Brigetio, in Pannonia. Dopo aver ottenuto l’appellativo di victrix, fu impiegata in Africa con Antonino Pio, in Britannia con Settimio Severo e nel 235 d. C. contro i Sasanidi con Alessandro Severo. Con la riforma dell’esercito voluta da Costanzo Cloro, la legione venne posta a difesa dei confini. Con la caduta della frontiera del Reno, la XXX Ulpia cessò di esistere. I suoi emblemi furono il tridente di Nettuno, i fulmini e il capricorno.

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